Milano, la vita intorno a Macao tra benzinai e ristoranti

I ragazzi del movimento di Macao durante una riunione sotto la Torre Galfa. Foto di Eliano Rossi
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"Gli diano presto un posto, tanto la città è piena di edifici vuoti" dice a Sky.it il benzinaio di via Galvani, osannato su Twitter per aver aiutato gli occupanti di Torre Galfa. Anche altri commercianti guardano con simpatia ai "creativi"

di Eliano Rossi

“Gli diano presto un posto, tanto Milano è piena di edifici vuoti. Se li rivitalizzano è solo un bene per la città”, dice un benzinaio della stazione di servizio di via Galvani, davanti la Torre Galfa. Con le braccia conserte, da sotto la visiera del cappello, osserva insieme al suo collega la riunione collettiva del movimento Macao. In qualche modo, questa occupazione è diventata anche un po' sua, a leggere alcuni tweet: la sera del 15 maggio, oltre agli aggiornamenti sulla manifestazione dei “Lavoratori dell’Arte”, su Twitter è stato tra i protagonisti della rete per la sua cortesia. Nonostante avesse perso un giorno di lavoro a causa della manifestazione, oltre a concedere la toilette ai manifestanti, ha permesso l’uso della corrente elettrica per amplificare il suono degli altoparlanti.  “Un applauso al benzinaio che fornisce l’elettricità per amplificare l’assemblea di #macao”, scrive @PPilipo. “Bella l’aria che tira a #macao e applausi al benzinaio che ha prestato la corrente per tutto il giorno”, twitta @contepaz83. “La gentilezza del benzinaio della #torregalfa va ricambiata. Ricordatevelo quando dovete fare il pieno!”, scrive la scrittrice Silvia Ballestra.

Il gestore: "Un giorno va bene, due o tre meno"
- Di sicuro, il gestore e i suoi dipendenti non si aspettavano tanto clamore. “Sono bravi ragazzi, solo che ieri erano tanti e non siamo riusciti a lavorare” raccontano a Sky.it. “Hanno cercato di compensare il disagio comprando tutte le bibite, ma è certo che i guadagni della benzina sono ben più grossi”, racconta il cassiere della stazione di servizio. “In media vendiamo circa 30mila litri di carburante al giorno. Ieri siamo arrivati appena a 7mila – dice – e questa mattina (16 maggio alle 12.30 ndr) siamo appena al 60 per cento delle vendite ordinarie. Nonostante sia filato tutto liscio, c’era un po’ di timore. Loro erano tanti e poi sono arrivati i poliziotti in tenuta anti-sommossa. Se fosse successo qualcosa sarebbe stato pericoloso. Qui c’è pur sempre della benzina”. Alla cassa arriva anche il gestore della pompa. Sguardo severo, ma comprensivo. Spiega di aver aiutato volentieri i ragazzi, anche se fa capire che oggi si aspettava di trovare la strada vuota. “Quello che è successo ieri, tutto sommato, è accettabile. Ora però spero che se ne vadano. Un giorno va bene, due o tre meno”.

Ora il trasferimento in via Tortona - Il giorno dopo lo sgombero della Torre Galfa, via Galvani è rimasta chiusa. Macchine dei vigili urbani e Carabinieri tenevano d’occhio i ragazzi di Macao che hanno passato la notte in strada. L’atmosfera era tranquilla. Al centro della strada, i manifestanti si sono radunati in cerchio. Si sono organizzati sul da fare. Hanno discusso la proposta del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: lo spazio ex-Ansaldo in via Tortona in cambio della torre.  “Tirato per la giacca”, il sindaco di Milano è andato a parlare ai manifestanti martedì 15 maggio. Gli ha spiegato che l’occupazione di una proprietà privata non poteva proseguire. Poi li ha rassicurati, promettendo una sistemazione dedicata all’arte che “viene dal basso”. Circa 3mila metri quadrati dello spazio ex Ansaldo in via Tortona, fa sapere in una nota l’assessore alla Cultura Stefano Boeri, sono pronti ad accogliere l’Officina della Creatività.

Pienone per i ristoratori - Sullo sfondo dell'occupazione, dello sgombero e delle polemiche, i commercianti della zona sembrano contenti di tutto questo clamore. “Loro ci adorano”, racconta Giulia Macao (tutti i ragazzi della Torre Galfa si fanno chiamare così per cognome). “La trattoria toscana e la tavola fredda di via Galvani hanno fatto il pieno con noi”. Tanto che mangiare un boccone veloce al bar Acquarius è quasi impossibile. “Abbiate pazienza” dicono i proprietari, stanchi ma sorridenti, ai clienti. Poliziotti, Vigili Urbani, manifestanti e clienti abituali, si ritrovano tutti lì, per una piadina o per un caffè, senza alcun problema. Alle 13.30 era già finito il pane. “Solo piadine e pan-pizza, dice il proprietario alla barista. “Mi dovranno mettere una flebo”, sospira stanco. Anche la trattoria “Il Cerchio” è stracolma. Non ci sono posti a sedere, sembra quasi occupata.

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