Le nuove Br in aula: "Violenza inevitabile"

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"Solo con le armi si sovvertono i poteri", hanno detto alcuni brigatisti durante l'udienza nella Corte d'Assise di Milano, dove si svolge il processo d'appello. L'aula è stata sgomberata

Momenti di tensione nella maxi-aula della Corte d'Assise, dove si svolge il processo milanese d'appello alle nuove br, dopo le dichiarazioni di tre presunti brigatisti che hanno anche invocato l'uso delle armi.
I giudici ad un certo punto sono stati costretti a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine che hanno fatto uscire giovani e parenti degli arrestati dallo spazio riservato al pubblico. L'aula è stata fatta sgomberare e un presidio di carabinieri è stato disposto davanti all'ingresso.
Poco prima alcuni imputati avevano detto di ritenere che questo fosse "il momento buono per la rivoluzione" e che "solo con le armi si sovvertono i poteri", aggiungendo di voler rinunciare alla propria difesa come gesto politico.

Avvicinato dai giornalisti mentre era seduto nella gabbia dell'aula del tribunale prima dell'inizio dell'udienza, in particolare, Alfredo Davanzo, uno degli imputati, alla domanda su cosa pensasse dell'agguato all'Ad di Ansaldo Nucleare rivendicato dal gruppo anarchico Fai, ha risposto: "Questo è il momento buono, viva la rivoluzione, avanti con la rivoluzione". Dello stesso tenore, i messaggi lanciati da altri due imputati, Claudio Latino e Vincenzo Sisi.
Il primo - che ha parlato di "violenza inevitabile e strategicamente necessaria" - ha poi aggiunto: "Non amiamo la violenza, non abbiamo il gusto romantico della violenza, ma è inevitabile. Nessun gruppo di dominatori nella storia ha mai abbandonato pacificamente il potere".

Sisi ha detto invece che "solo con le armi si sovvertono i poteri". Latino e Sisi hanno poi aggiunto di aver revocato il mandato agli avvocati difensori. "Non abbiamo nulla da giustificare e niente da cui difenderci, è una questione politica. Di fronte alla catastrofe del capitalismo, non c'è altro sbocco della lotta armata", ha detto Sisi.
La Cassazione ha disposto un nuovo processo d'appello per 12 imputati, presunti componenti delle cosiddette nuove Br, dopo aver annullato il processo di appello che li condannava a pene tra i quattro ai 14 anni di carcere.

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