Terrorismo, Cancellieri: "Potremmo ricorrere all'esercito"

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Per difendere gli obiettivi sensibili, la titolare del Viminale non esclude l'impiego dei soldati: "E' una delle possibilità che stiamo studiando". Nel mirino anche Equitalia: "Le forze politiche devono aiutarci ad abbassare la tensione sociale"

Dopo l'attentato a Roberto Adinolfi, c'è il rischio di un'escalation del terrorismo. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, e lo ha confermato la sua collega alla Giustizia, Paola Severino. Cancellieri ha escluso al momento collegamenti coi no Tav, ma, ha aggiunto, "sono tutti settori sensibili e i collegamenti possono crearsi facilmente". Per Cancellieri non c'è consenso popolare intorno a questi atti, ma per il ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, "la violenza può pescare in un clima di tensione". Al tema dedicano ampio spazio anche i giornali con interviste e approfondimenti (la rassegna stampa: VIDEO).

Cancellieri: "Pronto l'esercito" - Dopo le parole di sabato 12 il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, parla anche in due interviste: una al Corriere della Sera, l'altra a La Repubblica. A proposito dell'impiego dell'esercito per difendere obiettivi sensibili "Finmeccanica e Equitalia", la titolare del Viminale risponde al quotidiano romano: "E' una delle possibilità che stiamo studiando. Del resto è già stato fatto in passato. Il personale a nostra disposizione è limitato e anche per questo il ricorso all'Esercito è una possibile soluzione".

"Il documento di rivendicazione è attendibile" -
Fino a giovedì 17 saranno messe a punto "le strategie di difesa di tutti gli obiettivi", uno "sforzo enorme che affronteremo anche insieme con i responsabili sicurezza" di Finmeccanica. E per il quale "abbiamo bisogno di moltissimi uomini". Per questo si pensa anche all'esercito, perché "non possiamo sottrarre forze all'attività investigativa e al controllo del territorio rischiando di 'scoprire' altri possibili focolai di emergenza". "Il documento di rivendicazione", ribadisce il ministro, è considerato "attendibile" e questo "ci spinge ad alzare la guardia per evitare una escalation che purtroppo è uno degli scenari possibili". In ogni caso, però, "riteniamo che il consenso sia ristretto a un'area numericamente limitata e che la gran parte degli italiani consideri aberrante ciò che è accaduto". E visto che "da quel che possiamo sapere ora" si tratta di "nuove leve, di giovani che hanno un rapporto lontano con gli anni '70'' bisogna "evitare l'errore di leggere quel che succede oggi con gli occhiali di un'epoca che è finita".

Attacchi a Equitalia, l'appello ai partiti -
A proposito degli attacchi a Equitalia il ministro spiega al Corriere: "Non possiamo essere lasciati soli. Possiamo raggiungere il risultato solo con l'appoggio di tutti i partiti. Per questo mi appello alla coesione nazionale: le forze politiche devono aiutarci ad abbassare la tensione sociale". Il ministro aggiunge di "avere molto rispetto per le famiglie che non riescono a pagare i debiti", ma chiarisce che "gli attacchi a Equitalia saranno trattati come atti eversivi".

Repubblica: "Così viene archiviato il linguaggio delle Br" - Su Repubblica spazio anche a un'analisi di Benedetta Tobagi del volantino di rivendicazione. "Non ci sono punti di contatto con il brigatismo storico - si legge -. Rispetto alle rivendicazioni del terrorismo di sinistra, l'unico tratto comune è la sezione biografica dedicata all'obiettivo, che vuole giustificarne la scelta. Visto che il programma nucleare è bloccato, al capro espiatorio Adinolfi viene imputata la responsabilità dell'esistenza delle centrali nucleari oltre confine. Il linguaggio del Fai è sempre post-ideologico, a tratti sgrammaticato. I riferimenti alla retorica vetero-marxista sono appena orecchiati. Nulla a che vedere con il linguaggio delle vecchie Br".

La Stampa: "Rivendicazione scritta a più mani da ultratrentenni"
- A cercare di interpretare la rivendicazione del Fai è anche La Stampa, tramite le parole di un analista: gli autori del documento, scrive il quotidiano di Torino, potrebbero essere gli stessi che "nel dicembre 2002 tentarono la strage, facendo esplodere due ordigni a distanza ravvicinata posti nei giardini dietro la questura". L'età? "Tra i 23 e 50 anni. Sono genovesi, fratelli e sorelle di quei black block che durante il G8 cercarono il morto".  

Orsi (ad di Finmeccanica): "Non siamo il regno del male" - "Ai duemila dirigenti incontrati ieri ho chiesto di continuare come prima" perché "non saranno le minacce a farci desistere dal contribuire con la nostra tecnologia allo sviluppo dell'Italia". Così in una intervista al Corriere della Sera l'ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, che ripercorre tutte le vicende che hanno coinvolto il gruppo negli ultimi mesi e sottolinea come "l'azienda non è il regno del male" e "forse meriterebbe di essere citata anche per quello che fa". Orsi affrontando scandali e inchieste che stanno coinvolgendo il gruppo, sottolinea che "con il mio arrivo sono uscite 45 persone che occupavano ruoli di primaria responsabilità. La verità è che la gestione di Finmeccanica era molto verticistica anche se nel gruppo c'erano aziende assai indipendenti come l'Agusta". "Se per qualche persona che si è comportata scorrettamente si vuol fare passare l'idea che quello della Finmeccanica fosse un sistema di malaffare - prosegue - non ci sto".

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