Cinisi, in migliaia per ricordare Peppino Impastato

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Si è svolta nel comune siciliano la marcia dei 100 passi dei sindaci in memoria dell'attivista ucciso da Cosa Nostra 34 anni fa. Il fratello: "Finalmente anche qui si vedono più finestre aperte"

"Finalmente anche a Cinisi si vedono più finestre aperte per Peppino Impastato, finalmente arriva qualche segnale".
Così Giovanni Impastato, fratello del militante ucciso da Cosa nostra 34 anni fa, ha salutato le scolaresche arrivate insieme ai sindaci e agli amministratori che hanno aderito alla rete di Avviso pubblico, per sfilare in corteo.
"Ogni anno si sottolinea la scarsa partecipazione di Cinisi - ha aggiunto Impastato - ma anche quando siamo stati a Ponteranica, in provincia di Bergamo, molte finestre erano chiuse e alcuni leghisti ci hanno contestato". Il riferimento è alla decisione presa qualche anno fa dal sindaco leghista Cristiano Aldegani di rimuovere la targa della biblioteca comunale di Ponteranica intitolata a Impastato. "Non si può imprigionare Peppino in una ideologia - ha detto il fratello - lo dimostra la presenza massiccia, quest'anno, di studenti, associazioni e del mondo cattolico".

La marcia dei 100 passi dei sindaci, in ricordo di Impastato, si è aperta a Cinisi con un saluto di Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, ucciso dalle brigate rosse nella stessa data in cui la Sicilia ricorda l'assassinio del militante di Cinisi.
"Mi piacerebbe tanto che un giorno potessimo ricordare i nostri cari non nel giorno della loro morte - scrive Agnese Moro in una lettera indirizzata a Giovanni Impastato - ma nel giorno nel quale festeggiamo la nascita della nostra Repubblica, il 2 giugno. Allora avrebbero davvero il loro posto, che non è quello di vittime, ma quello di costruttori coraggiosi di un Paese in cui ci sia posto posto per tutti, con uguale dignità e rispetto".

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