Crisi, due disoccupati e un imprenditore si tolgono la vita

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Due suicidi a Salerno, un altro in provincia di Milano. Tutti e tre hanno lasciato messaggi per spiegare l'angoscia di un futuro tra debiti e disoccupazione

Due suicidi a Salerno, un altro in provincia di Milano. È il drammatico bilancio delle vittime della crisi, che aumentano giorno dopo giorno. Tutti e tre hanno lasciato messaggi per spiegare l'angoscia di un futuro tra debiti e disoccupazione.
A Salerno nel pomeriggio di martedì 8 maggio un uomo di 48 anni ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Da circa un anno e mezzo, dopo che la ditta da cui dipendeva aveva cambiato proprietà, era senza lavoro. Nel biglietto d’addio ha chiesto perdono e spiegato che senza lavoro non avrebbe potuto continuare a vivere.
Sempre a Salerno un 62enne si è ucciso con una fucilata al petto. L'uomo, disoccupato da Natale, viveva con la moglie e i figli a San Valentino Torio.
Aveva invece 60 anni ed era titolare di un'azienda in crisi, l'imprenditore trovato morto impiccato a Cesate, nel milanese. A trovare il cadavere, nei boschi del parco delle Groane, sono stati dei passanti. Da tempo aveva difficoltà  a pagare i dipendenti della sua azienda, la Essetitre.

Nella stessa giornata il premier Mario Monti, nel corso di un dibattito, ha sottolineato come le conseguenze "umane" della crisi "dovrebbero far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire". Il premier sembrava riferirsi ai suicidi legati alle conseguenze della crisi economica, ma una nota di palazzo Chigi ha poi precisato: "Monti non ha parlato di suicidi ma di 'conseguenze umane della crisi'".

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