Formigoni: "Non rifarei più quelle vacanze ai Caraibi"

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Così il presidente della Regione Lombardia in un'intervista al Corriere della Sera sui viaggi che sarebbero stati pagati dal faccendiere Daccò. "Guadagno meno di 100 mila euro, lì ne ho spesi 5 mila. Il momento di crisi impone a tutti sobrietà"

"Non rifarei le vacanze che ho fatto nel 2008 e 2009. Sono andato due volte ai Caraibi, a mie spese, non in alloggiamenti faraonici. Guadagno meno di 100mila euro netti all'anno e mi sono permesso questa vacanza da 5 mila euro: non lo rifarei, soprattutto considerato il momento di crisi che impone a tutti sobrietà". Così il governatore della Lombardia Roberto Formigoni in un'intervista al Corriere della Sera (la rassegna stampa: VIDEO). Le vacanze sono quelle al centro delle polemiche delle ultime settimane. Secondo quanto riferito da alcuni quotidiani, infatti, sarebbero state pagate da Piero Daccò, il faccendiere in carcere nell'ambito delle inchieste sulla Fondazione Maugeri e su San Raffaele

"Noi ciellini preferiamo rischiare di sbagliare, piuttosto che stare fermi e immobili a bordo campo, perché la società ha bisogno di chi fa politica", dice Formigoni. "Posso aver sbagliato e ho sbagliato tante volte, ma non mi pento di essermi misurato con questa sfida". In merito alla sanità, "la Lombardia è il regno della libertà e i medici lombardi non sentono Formigoni come un dittatore", afferma il governatore, che ridimensiona il ruolo dei ciellini nel settore. "Su 53 posizioni apicali - sottolinea - soltanto 6 sono affidate alle persone della fraternità".

Nell'intervista Formigoni fa autocritica sul suo ruolo di amministratore. "Sento l'esigenza di avviare una revisione radicale delle politiche regionali che abbiamo messo in piedi", dichiara. "Dobbiamo ripensare il modo di fare amministrazione pubblica ai tempi della crisi: abbiamo meno risorse e più domande di aiuto".

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