Camorra: estorsioni al porto, 23 arresti a Torre del Greco

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I carabinieri hanno smantellato una serie di clan che chiedevano il pizzo agli operatori portuali. Fermati anche una donna e una minorenne, che aveva il compito di intimorire le vittime

Chiedevano fino a 5mila euro di pizzo per l’avvio di una qualsiasi attività portuale. A Torre del Greco, all’alba del 2 maggio è scattata l’operazione “Avvoltoio” portata a terminedal Nucleo Investigativo dei Carabinieri: 23 arresti, tra cui una donna e un minorenne, che aveva il compito di intimorire le vittime.
L’accusa è di estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso. Tra i detenuti c’è anche Isidoro Di Gioia, presunto boss dell’omonimo clan.

Tutti nel porto, dagli ormeggiatori ai pescatori, dai titolari di bar ai distributori di benzina, dovevano pagare il pizzo al clan di riferimento. Dalle indagini dei Carabinieri è emerso che a chiedere i soldi erano i clan Falanga, Di Gioia-Papale e gli “scissionisti”. I gruppi cammoristici si erano spartiti il porto in aree di riferimento, dove poi, da dieci anni fino a oggi, passavano a riscuotere i soldi.

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