Costretto a licenziare i figli, imprenditore si suicida

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A Mamoiada, nel nuorese, un impresario edile di 55 anni si è tolto la vita con un colpo di pistola. A causa della crisi, aveva chiuso la sua azienda

Un impresario edile di 55 anni, originario di un paese del Nuorese, Mamoiada, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi, aveva cessato l'attività dopo esser stato costretto a licenziare i suoi due figli. Secondo quanto riporta L'Unione Sarda, il fatto è avvenuto nel pomeriggio di venerdì 27 aprile, nella vigna di proprietà dell'impresario che si è ucciso con un colpo di pistola.
L'uomo - secondo quanto scrive il quotidiano sardo - non ha lasciato nessun biglietto, ma più di una persona a Mamoiada sussurra che si possa trattare dell'ennesima cronaca di una disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.

Si parla dell'ennesimo suicidio causato dalla crisi - Da impresario aveva dato occupazione a diversi giovani del suo paese, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Poi, negli ultimi mesi, il precipizio della recessione, che si è tradotto nel fermo dell'azienda, fino alla difficilissima decisione di licenziare i due figli che si trovano alle sue dipendenze.
"Non potevamo immaginare nemmeno lontanamente il dramma interiore che quest'uomo stava attraversando - racconta all'Unione Sarda il sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana - faceva parte di una famiglia molto unita, era una persona in gamba".

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