Casoria, l'arte messa al rogo per protesta

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Minacciato da camorra e mancanza di fondi, ogni giorno Antonio Manfredi, il direttore del museo d'arte contemporanea, brucia un quadro della collezione permamente. "Senza aiuto l'arte non sopravvive" dice

Continua a Casoria il rogo delle opere d'arte da parte del direttore del Cam, Contemporary Art Museum, Antonio Manfredi. Il suo è un gesto estremo di protesta per attirare l'attenzione sull'istituzione da lui diretta, un presidio culturale in una terra colpita da criminalità ed emarginazione e che rischia di chiudere a causa del disinteressa da parte dello stato. "Voglio far capire al ministro e alle istituzione che senza aiuto l'arte difficilmente può sopravvivere".

Il Cam, che in passato è stato anche oggetto di minacce camorristiche, sta portando avanti la propria protesta ormai da diversi giorni. Quadri, statue e fotografie della collezione permamente sono state bruciati, sempre con il consenso dei rispettivi autori. La prima opera a venire distrutta è stata una creazione dello stesso direttore, Antonio Manfredi, che in passato ha partecipato alla Biennale d'Arte di Venezia. In segno di solidarietà con quanto accade a Casoria, analoghi roghi sono stati realizzati anche a Berlino, Londra e Belgrado.

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