Roma, gioielliere reagisce a rapina: ucciso ex boss Magliana

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La vittima, Angelo Angelotti, era un membro della banda criminale. Insieme ad altri due malviventi aveva tentato un colpo ai danni di due gioiellieri che hanno risposto col fuoco: trasportavano un campionario dal valore di circa 75mila euro

Rapina con sparatoria a Roma. Alle 5 del mattino di sabato 28 aprile, un rapinatore è morto e un altro è rimasto ferito gravemente dopo aver tentato un assalto a un'auto guidata da due gioiellieri, che trasportavano un campionario di pietre preziose del valore di circa 75mila euro. La rapina è avvenuta in zona Spinaceto, a largo Guido Buzzelli (guarda le foto).

Tentata rapina, un morto - Tre rapinatori, a bordo di un furgone e armati di pistole, hanno speronato la macchina sulla quale viaggiavano i due negozianti e li avrebbero minacciati con le armi in pugno. I titolari della gioielleria, a loro volta armati, avrebbero ingaggiato un conflitto a fuoco con i tre rapinatori nell'ambito del quale uno dei malviventi è rimasto ucciso e un altro gravemente ferito.

Preso il terzo bandito - Il terzo rapinatore, che era riuscito a fuggire, è stato rintracciato dalla polizia verso le ore 13. L'uomo, un pregiudicato di 50 anni, aveva una ferita d'arma da fuoco al torace ed è stato individuato all'ospedale Cto di Roma, dove è stato poi sottoposto ad intervento. L'altro autore della tentata rapina, ferito nel corso dell'assalto, è un 44enne anch'egli pregiudicato.

Ex membro della Banda della Magliana
- La vittima del conflitto a fuoco, Angelo Angelotti di 61 anni (la video-scheda), è stato uno dei responsabili dell'omicidio di Enrico "Renatino" De Pedis, il numero uno dell'organizzazione criminale della banda della Magliana. De Pedis era stato assassinato per un regolamento di conti il 2 febbraio del 1990. Al momento è seppellito nella basilica di Sant'Apollinare.
Angelotti era stato condannato in via definitiva a 15 anni di reclusione per concorso nell'omicidio di De Pedis. Secondo le ricostruzioni della magistratura avrebbe fatto da esca per attirare il capo della banda della Magliana sul luogo dell'agguato. Con la  scusa di un acquisto di preziosi lo avrebbe invitato nella sua bottega d'antiquariato di via del Pellegrino, a pochi passi da Campo  de' Fiori, davanti alla quale il boss venne freddato da due sicari in moto. Una responsabilità che Angelotti ha sempre negato.

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