Formigoni: "La mia vita è specchiata"

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Il governatore della Lombardia torna a difendersi dagli attacchi: "Daccò è un galantuomo, ma con me non ha mai avuto rapporti professionali. Non intendo cedere a questa deriva scandalistica e gossippara"

"La mia vita è specchiata e lontana da ogni dubbio, nessuna atto mi può essere contestato". A dirlo è Roberto Formigoni che nella trasmissione Matrix torna a respingere gli attacchi che gli piovono adosso dopo le inchieste sulla sanità in Lombardia. "Pierangelo Daccò è un galantuomo, non è mai venuto a porre a me questioni relative al suo mestiere" spiega il presidente della Regione Lombardia. "Il suo lavoro lo portava ad avere rapporti con l'assessorato della Regione Lombardia e con la Fondazione Maugeri, non con me". Il governatore ha ribadito di conoscere Daccò da 12-15 anni e di aver partecipato a delle cene da lui "e Daccò a casa mia".

"Daccò, la Maugeri e il San Raffaele non hanno avuto alcun vantaggio dalla Regione Lombardia", ha proseguito Formigoni, secondo il quale "qualche privato cittadino può aver malversato ma non c'è alcuna implicazione della Regione Lombardia". Formigoni ha ricordato che la Regione Lombardia ha varato una legge, dopo una lunga discussione, che riconosce aiuti agli istituti no-profit e che sette milioni sono andati alla Maugeri, "ma la malversazione non riguarda quei sette milioni, è evidente", ha aggiunto il governatore. "Si indaga da dodici mesi su queste vicende ma su me non è stato trovato nulla perché non c'è nulla. Io non devo produrre nessuna fattura né estratti conto, e nemmeno ricevute - ha concluso - la Procura non mi contesta nulla".

"Non intendo cedere alla deriva scandalistica e gossippara di giornali come il suo", ha proseguito il governatore della Lombardia, rispondendo alle domande del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini. Formigoni ha ricordato che le parole di Grenci sono "a verbale, coperte da segreto istruttorio. Come mai sono uscite e sono apparse sulle colonne dei giornali? Qualcuno ha trafugato le carte e ha commesso un atto illegittimo", aggiungendo poi che "quando potrò avere accesso alle carte mi riservo di querelare per diffamazione il signor Massimo Grenci".

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