Camusso: "Sull'articolo 18 non è ancora finita"

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Cgil in piazza a Roma. La leader del sindacato: "La situazione sociale è insopportabile. Faremo lo sciopero generale". Bonanni frena. Esodati, Fornero scrive una lettera alle parti sociali

La situazione sociale nel Paese è ormai "insopportabile". Lo sciopero generale "lo faremo". La leader della Cgil, Susanna Camusso, non molla la presa e incalza il governo convinta che le politiche su lavoro, fisco e crescita "si possono cambiare". Ma il ministro Elsa Fornero ha inviato una lettera ai sindacati per proporre loro "un primo incontro per ricercare soluzioni quanto più condivise" sul problema degli esodati.

Camusso: "Sull'articolo 18 la partita è aperta" - Ad oggi, sostiene Camusso, non c'è equità, a partire dalle misure su fisco e pensioni, mancano interventi per la crescita e per sostenere il lavoro. Perché la riforma targata Fornero con le sole "regole" non crea "neanche un posto". "Non c'è bisogno di essere professori o scienziati" per capirlo, dice ironica. E "non regge" sul contrasto alla precarietà e l'estensione degli ammortizzatori sociali. Mentre sull'articolo 18 "la partita è tuttora aperta" e l'intero provvedimento va difeso dall' "offensiva" delle imprese, "Confindustria in testa", che "vuole ulteriormente peggiorarlo".

Cgil in piazza - Camusso parla in occasione dello sciopero generale di quattro ore proclamato dalla Cgil Roma e Lazio, con lo slogan 'Facciamo crescere il lavoro'. Parole che aprono il corteo e il comizio, accompagnati dalla polemica con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Ma è anche ai leader di Cisl e Uil che la Cgil si rivolge per una mobilitazione unitaria, che abbia al centro proprio un piano per il lavoro, la redistribuzione fiscale, la lotta all'evasione, al sommerso e alla corruzione, e riporti il Paese sul binario della crescita. Perché il governo che si era presentato all'insegna di rigore, crescita ed equità - dice Camusso e ribadisce il documento approvato dal direttivo - ha invece realizzato provvedimenti "non equi e senza crescita".
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, sostiene la possibilità di una mobilitazione unitaria ma dice no all'ipotesi di uno sciopero. "I problemi sono molti e non si può fare uno sciopero generale al giorno". E dice: "Meglio fare iniziative di sabato sera", perché bisogna "amministrare bene le forze".
La data dello sciopero generale della Cgil non è ancora fissata e sarà la segreteria di Corso d'Italia a definirla in base "all'andamento dell'iter parlamentare" del ddl. Che la confederazione assicura di voler continuare a presidiare sino in fondo. E mentre sull'articolo 18 conferma il giudizio positivo per l'introduzione del reintegro nei licenziamenti per motivi economici, sottolinea che comunque la partita non è chiusa perché va resa "più lineare" l'interpretazione nel testo, "ma soprattutto per le richieste che il sistema delle imprese continua ad avanzare", dice Camusso.

Esodati, Fornero scrive ai sindacati - Fronte tutto aperto invece su forme di ingresso e ammortizzatori su cui - afferma - il ddl è "molto debole". Il Governo, dice la Cgil, "dopo essersi presentato come il paladino dei giovani, della riduzione della precarietà e dell'universalità degli ammortizzatori sociali, produce un disegno di legge che tradisce quegli obiettivi".
Quanto alla lettera inviata dal ministro Fornero per invitare i sindacati a un incontro, non individua ancora una data, ma sottolinea il "comune interesse" a "collaborare per rassicurare i lavoratori interessati, evitando incresciose incomprensioni e fraintendimenti", aggiungendo che un incontro "potrebbe costituire occasione utile anche per un esame della problematica connessa alle ricongiunzioni onerose".

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