No Tav, al via gli espropri. Manifestanti in presidio

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In Val di Susa si sono concluse le procedure per l’occupazione temporanea dei terreni dove verrà scavato il tunnel esplorativo della Torino-Lione. I lavori andranno avanti per almeno 4 anni. Studenti bloccano la A32

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(In fondo all'articolo tutti i video sulla protesta No Tav)

Sono terminate in Val di Susa le operazioni di esproprio di alcuni terreni necessari al contestato cantiere dell'alta velocità. Sono 67 le persone interessate dalle occupazioni temporanee delle loro terre. I dimostranti - in prevalenza studenti - hanno invaso
entrambe le carreggiate nei pressi della galleria Prapontin all'altezza di Bussoleno, da dove erano partiti in corteo. Altri manifestanti stanno invece presidiando l'area attorno al cantiere di Chiomonte.
Sul posto anche Alberto Perino, leader del movimento No Tav, in veste di rappresentante di Luca Abbà - l'attivista ricoverato in ospedale dopo essere rimasto folgorato durante una protesta nei mesi scorsi (GUARDA IL VIDEO)- che è proprietario di un pezzo di terreno sotto esproprio temporaneo.

11 aprile: "No Tav in ogni città" - Intanto, il movimento ha annunciato una grande mobilitazione di protesta estesa in tutta Italia: "11 aprile, No Tav in ogni città" sarà il filo conduttore delle manifestazioni. La mobilitazione è iniziata nella serata di martedì 10 aprile, dove alcune centinaia di persone, sfidando pioggia, neve e freddo intenso, hanno dato vita a una fiaccolata che è partita da Giaglione (Torino) ed è arrivata fino alle recinzioni dell'area del cantiere, dove sono stati scanditi slogan.

Cosa sono gli espropri - Quelli che i No Tav chiamano "espropri" sono, dal punto di vista rigorosamente tecnico, delle "occupazioni temporanee" da parte di Ltf, la società italo-francese che si occupa dei lavori, e saranno interessate, nei prossimi quattro anni, dagli scavi del cunicolo esplorativo. Si trovano in Valle Clarea, in una zona che lo scorso 27 febbraio, giocando d'anticipo, le forze dell'ordine hanno già recintato e presidiato. In quella giornata il militante Luca Abbà (titolare di uno degli appezzamenti) si ferì gravemente cadendo dal traliccio dell'alta tensione su cui si era inerpicato per protesta.
Mercoledì 11 aprile, invece, la società che realizza il cantiere ha incontrato i proprietari di circa due ettari di terreno - in maggior parte No Tav che negli anni scorsi si erano riuniti per acquistare ciascuno piccoli appezzamenti - necessari per proseguire i lavori.
"Si è presentata la maggioranza dei proprietari", ha detto Francois Pellettier, responsabile comunicazione della società Ltf. "Si è verificato lo stato dei terreni e si è cercato di
quantificarne il valore". Pellettier ha poi ribadito che si tratta di "occupazioni temporanee per la costruzione del tunnel e che fra qualche anno, presumibilmente 4 o 5, i terreni verranno restituiti". Nelle prossime settimane, ha aggiunto il responsabile comunicazione Ltf, partiranno i lavori per la realizzazione del cunicolo esplorativo.

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