Nichi Vendola indagato per concorso in abuso d’ufficio

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Per l’accusa, il governatore della Puglia avrebbe favorito la nomina di un primario all’ospedale San Paolo di Bari. A tirare in ballo Vendola è stata Lea Cosentino, ex direttore generale della Asl. “Accuse mosse da risentimento, sono assolutamente sereno”

Concorso in abuso d'ufficio continuato per aver favorito la nomina di un primario all'ospedale San Paolo di Bari: è l'accusa in base alla quale è finito nel registro degli indagati il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Stessa ipotesi di reato anche per l'ex direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino, la “Lady Asl” (così soprannominata per le inchieste sulla malasanità pugliese e arrestata il 14 gennaio 2010) che l'ha tirato in ballo in questa vicenda.

E' stato lo stesso Vendola a comunicare di essere indagato, convocando d'urgenza una conferenza stampa dopo che militari della Guardia di finanza, su disposizione della Procura, gli avevano notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari con valore di informazione di garanzia. "Mi dichiaro assolutamente sereno, come sempre in passato - sono state le prime parole del governatore - perché ogni mia azione è stata sempre improntata a garantire la trasparenza".

L'inchiesta e le accuse contro Vendola - La nomina “incriminata” è quella del medico Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica dell'ospedale San Paolo di Bari. Tre i magistrati inquirenti: il procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno e i pm Desirè Digeronimo e Francesco Bretone.
Secondo la procura, dal 25 settembre 2008 al 19 aprile 2009 "Cosentino Lea, nella qualità di direttore generale della Asl Bari, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, su istigazione e determinazione di Vendola Nicola, presidente della Regione Puglia, in violazione dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, dell'art.15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n.502, dell'art.15-ter del decreto legislativo 19 giugno 1999 n.229 e dell'art.10 della legge regionale 3 agosto 2006 n.25", avrebbero "intenzionalmente procurato a Sardelli Paolo un ingiusto vantaggio patrimoniale", favorendolo per "l'incarico quinquennale di Direttore medico della Struttura complessa di chirurgia toracica del presidio ospedaliero San Paolo".

Vendola: "Accuse mosse da risentimento"
- "Chiunque, qualunque direttore generale - ha replicato oggi il governatore - sa che i miei unici interventi, rari, relativamente ai concorsi sono stati sempre mirati alla raccomandazione che potesse vincere il migliore", e nell'ambito di questa indagine "si appura che effettivamente il professor Sardelli era comunque il migliore".
Per Vendola le accuse si basano solo sulle dichiarazioni di tre mesi fa della Cosentino "non suffragate da nessuna altra prova, nessuna altra documentazione". Insomma, chi lo accusa è "una persona animata da forte risentimento nei miei confronti - ha rilevato - avendola io licenziata al momento del suo coinvolgimento nelle inchieste sulla malasanità". Ovvero una persona "tanto animata da rancore che ha fatto causa recentemente alla Regione chiedendo un risarcimento di tre milioni di euro".

Le altre vicende giudiziarie - Nel gennaio 2010 era circolata l'indiscrezione di una presunta iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Regione Puglia per l'ipotesi di concussione. La notizia fu smentita dalla procura e Vendola si era difeso con una videolettera su YouTube.
Il 25 febbraio 2011 era invece stata chiesta una archiviazione per Vendola, indagato per presunte pressioni politiche nei confronti dei direttori generali di alcune Asl. Nell'ambito della stessa inchiesta era stato chiesto dai pm l'arresto dell'ex assessore alla Sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco (richiesta respinta dal Senato).
Il quotidiano La Repubblica aveva anche pubblicato una intercettazione in cui Vendola chiede la modifica di una norma per "sostenere il suo protetto".

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