Morto l'uomo che si era dato fuoco a Bologna

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Il 58enne aveva tentato il suicidio nella sua auto davanti alla sede dell'Agenzia delle entrate. Era tormentato dai problemi economici e dalle pendenze col fisco. L'agonia, al Centro grandi ustionati di Parma, è durata 9 giorni

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E' morto questa mattina al Centro grandi ustionati di Parma il muratore di 58 anni, di origini casertane ma residente a Ozzano Emilia, che lo scorso 28 marzo tentò di suicidarsi dandosi fuoco nella sua auto parcheggiata in via Nanni Costa a Bologna poco distante dalla sede dell'Agenzia delle entrate. 

L'uomo, era ricoverato da allora nel reparto di prima anestesia e rianimazione della struttura sanitaria di Parma, dove era stato trasferito in elisoccorso dall'Ospedale Maggiore di Bologna, in cui aveva ricevuto le primissime cure.

Il muratore, dunque, non ce l'ha fatta. Ha lottato per nove giorni tra la vita e la morte, ma le ustioni gravissime di terzo grado che aveva riportato sul 95% del corpo e che avevano intaccato gli  organi vitali, ne hanno provocato il decesso. Al suo capezzale c'erano la moglie e il cognato.

Secondo le lettere, ritrovate all'interno dell'abitacolo dell'auto andata in fiamme, l'uomo era disperato per problemi economici e pendenze con il fisco. Quella stessa mattina,pochi istanti dopo il suo gesto disperato, il suo avvocato aveva infatti  patteggiato una condanna per infedeli dichiarazioni dei redditi. Il muratore avrebbe, infatti, presentato alcune fatture false. Le missive rinvenute dalla polizia municipale che gli aveva prestato il primo  soccorso, strappandolo alle fiamme, erano infatti di scuse indirizzate alla moglie e alla stessa Agenzia delle entrate.

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