Lega nel caos: i soldi del Carroccio per la famiglia Bossi

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La ristrutturazione della casa di Gemonio, gli studi del Trota, i finanziamenti per la scuola della moglie del senatùr. Dalle intercettazioni dell'inchiesta a carico di Belsito emerge come milioni di euro siano usciti dalla casse del partito. VIDEO

Soldi della Lega alla famiglia di Bossi e ad altri esponenti del Carroccio. Il senatur ha rassegnato le sue dimissioni dopo più di 20 anni alla guida del movimento in seguito alle rivelazioni che emergono dalle carte dell'inchiesta sull'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, indagato per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio.

I soldi della Lega a 'The family' - Nella cassaforte di Belsito è stata trovata una cartella denominata 'Family' e da una telefonata la dirigente amministrativa Nadia Dagrada e Belsito emorgerebbe un ingente spostamento di denaro dalle casse della lega a quelle della famiglia Bossi.
"Tu non puoi nascondere quelli che sono i costi della famiglia - dice la donna Blesito - cioè da qualche parte vengono fuori. Anche perché o lui, (riferito a Bossi, ndr) ti passa come c'era una volta tutto in nero o altrimenti come c... fai tu".
I soldi sarebbero serviti, secondo gli inquirenti, per pagare 3 lauree, il diploma di Renzo Bossi, auto affittate da Riccardo Bossi tra cui una Porsche, le somme per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento di Riccardo Bossi, le fatture per l'avvocato di Riccardo Bossi, la ristrutturazione della casa di Gemonio (su cui Renzo Bossi avrebbe portato via da dei Bellerio dei faldoni). 300mila euro sarebbero poi stati da destinare alla scuola Bosina di Varese, della moglie di Bossi. Ma secondo un'altra intercettazione la cifra destinata alla moglie del leader sarebbe molto di più e si attesterebbe attorno a un milione. Riferendosi all"elenco' di quel che era stato dato per la scuola, Belsito dice infatti: "E' un milione, quello", e la Dagrada aggiunge: "No, tra... tra tutto cosa dici? Eh... bah, secondo me arriviamo anche a qualcosina di più, sai?".

"Il denaro per
Calderoli" - Secondo quanto emerge dalle indagini, inoltre, ci sarebbe anche Roberto Calderoli tra i destinatari dei fondi sottratti dalle casse della Lega.
A quanto si apprende dalle agenzie di stampa, in una telefonata la responsabile amministrativa della Lega, Nadia Dagrada avrebbe tranquillizzato al telefono il tesoriere Belsito riguardo a somme di denaro consegnate a Calderoli. "Come giustifico i soldi di Calderoli?", domanda Belsito. "Quello non è un grosso problema - risponde Dagrada - nell'arco di un anno, non è un problema".
Anche Rosy Mauro e altri esponenti del Carroccio sarebbero stati i beneficiari dei fondi del Carroccio.


"I soldi in nero di Bossi" -
Tra i documenti sequestrati a Roma nella cassaforte del tesoriere della Lega, inoltre, vi sarebbe un carnet di assegni che reca la scritta "Umberto Bossi". Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all'esame dei pm di Napoli e di Milano.
Da una telefonata tra la segretaria della Lega, Nadia Dagrada, e Francesco Belsito, emergerebbe inoltre come la dirigente amministrativa parli di "soldi in nero che Bossi dava tempo fa al partito". Dagrada dice a Belsito: "Tu non puoi nascondere quelli che sono i costi della famiglia, cioè da qualche parte vengono fuori. Anche perché o lui, (riferito a Bossi, ndr) ti passa come c'era una volta tutto in nero o altrimenti come c... fai tu". Secondo gli investigatori, "in questa telefonata si rileva che Nadia parla chiaramente del nero che Bossi dava tempo fa al partito. Ovviamente il significato del nero è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini dalle tangenti alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita non tracciabili".

Ghedini: "Silvio citato negli atti non è Berlusconi" - Sempre in un'intercettazione tra Belsito e Dagrada, la donna parla di un fascicolo e chiede: "E' vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo?... ma prima o poi il fascicolo esce". Il riferimento, da quanto emerge, è a episodi di cui sarebbe responsabile il figlio di Bossi. Su questo fascicolo, secondo la donna, sarebbe "intervenuto più Silvio" che Umberto Bossi".
Il nome 'Silvio' viene accostato, da alcune agenzie, al presidente Berlusconi. L'ipotesi è totalmente priva di fondamento e del tutto risibile. Che il presidente Berlusconi possa essere intervenuto con la magistratura per ottenere tale risultato è davvero impensabile. Non solo ciò non è mai accaduto, ma si tratta davvero di una supposizione irrealistica e fuori da ogni logica", precisa l'avvocato di Berlusconi

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