Roma, imprenditore si uccide. La sua azienda era in crisi

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L'uomo di 59 anni si sarebbe sparato al petto con un fucile. In una lettera si scusa del gesto e parla della difficile situazione economica. La sua attività è in fallimento e gli operai in cassa integrazione

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Un imprenditore si è ucciso alla periferia di Roma con un colpo di arma da fuoco. All'origine del gesto potrebbero esserci problemi economici che avevano investito la sua attività. L'uomo si è sparato al petto con un fucile. La sua azienda, specializzata in costruzioni in alluminio, era in fallimento e gli operai in cassa integrazione. A trovare il cadavere sarebbe stato il figlio 19enne. In una lettera l'uomo, 59 anni, ha chiesto scusa per il gesto e ha fatto esplicito riferimento alla situazione economica.  Nei giorni scorsi sempre a Roma un corniciaio si era impiccato perché la sua attività era in crisi.

"E' successo a Pietralata. L'uomo si è ucciso con un fucile da caccia che aveva in casa, con un colpo al petto", ha spiegato un addetto stampa della Questura capitolina. "Ha lasciato una lettera in cui chiedeva scusa ai familiari e spiegava che la sua azienda era in fallimento".

Nella mattinata di mercoledì, alla Camera il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro aveva contestato duramente la politica economica del governo, sostenendo che il premier Mario Monti "ha sulla coscienza" i suicidi delle persone "che non arrivano a fine mese".

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