Delitto Rea, il gup chiede il dna di due operai

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Decisione a sopresa del giudice del processo a Salvatore Parolisi, che chiede di convocare due uomini che lavoravano a un cantiere vicino al luogo del delitto. La loro posizione era già stata archiviata in precedenza

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Neppure oggi Salvatore Parolisi ha guardato in faccia i parenti di Melania: solo una volta, per un attimo, si è girato verso la zona dov'erano il padre, la madre e il fratello della moglie e ha fatto un cenno impercettibile, ignorato da tutti. Solo questo in cinque ore di udienza, la seconda per l'omicidio della giovane madre di Somma Vesuviana (Napoli) per il quale l'unico imputato è il marito, sorpreso più volte a rigirare tra le dita la fede nuziale. Anche questa volta non c'era alcun famigliare di Parolisi, mentre ha seguito tutto, abbandonandosi anche alle lacrime, la madre di Melania, Vittoria, la quale, a chi le chiedeva cosa avesse provato nel vedere il presunto assassino della figlia, ha detto commossa e nervosa: "Solo un genitore che ha provato un dolore immenso come il nostro può capirmi".

Il Gup, Marina Tommolini, ha affidato una superperizia - i cui risultati saranno consegnati in un'udienza convocata per il 13 luglio - ma ha anche deciso, senza alcuna richiesta delle parti, di convocare due macedoni - padre e figlio - in un'altra udienza, fissata per il 30 maggio. La loro posizione era già stata archiviata dalla Procura di Ascoli Piceno. Il 20 aprile del 2011, nel corso delle ricerche, un cane molecolare si avvicinò alla roulotte e alla "Fiat Punto" dei due (impegnati in lavori su un monumento nella zona di colle San Marco). La Procura li indagò per compiere gli accertamenti e poi  archiviò la pratica. Il Gup chiederà la loro disponibilità a sottoporsi al prelievo della saliva, al quale possono opporsi. Nello stesso giorno saranno anche ascoltati, ed eventualmente messi a confronto, i conduttori di due cani molecolari, Peres e Macciò. Quest'ultimo - già ritenuto "inattendibile" da un esperto internazionale nominato durante le indagini dalla Procura di Teramo - nella deposizione odierna non ha evidentemente soddisfatto il Gup e sara' sentito di nuovo.

Hanno invece deposto, confermando le versioni iniziali, gli altri due testimoni richiesti dalla difesa: il ragazzo che disse di aver genericamente visto sul Pianoro di Colle San Marco, fra le 10 e le 17 una signora con una bambina e più tardi un uomo, senza però riconoscere né Parolisi, né la moglie e la figlia; la vedetta del Battaglione che vicino Ripe di Civitella stava facendo esercitazioni, che ha confermato di non avere visto l'auto di Parolisi né di aver sentito urla. Salvo colpi di scena nella prossima udienza, quindi, l'attesa è per il 13 luglio, quando i periti dovranno fornire le risposte a una serie di quesiti posti dal Gup e che, in particolare, riguardano: l'ora della morte di Melania; la presenza della giovane madre sul pianoro di Colle San Marco; la dinamica del delitto; l'esame sulla saliva trovata nella bocca di Melania. Tra i periti nominati dal giudice ce n'e' anche uno che collabora con lo studio di un perito della difesa, ma al legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, che aveva evidenziato l'inopportunita' dell'incarico, la Tommolini ha risposto di essere a conoscenza del particolare e di essere certa che non ci sara' alcuna parzialita'.

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