Donna sciolta nell'acido, 6 ergastoli per i suoi assassini

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Lea Garofalo era una collaboratrice di giustizia, sequestrata e uccisa dall'ex compagno con altri 5 complici. Il tribunale di Milano ha condannato al massimo della pena tutti gli imputati. IL VIDEO DELLA SENTENZA

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Sei ergastoli per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia sequestrata, uccisa e sciolta nell'acido. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano che oggi ha condannato al carcere a vita l'ex compagno della donna e gli altri 5 imputati. In particolare, la corte d'assise, presieduta da Anna Introini, ha condannato all'ergastolo con 2 anni d'isolamento diurno Carlo Cosco, l'ex compagno di Lea Garofalo, e il fratello Vito Sergio Cosco. L'altro fratello Giuseppe Cosco e gli altri complici, accusati a vario titolo del sequestro, dell'omicidio e della distruzione del cadavere, ossia Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino sono stati condannati all'ergastolo con un anno di isolamento diurno.

I giudici dunque hanno accolto in pieno la richiesta del pm della Dda di Milano Marcello Tatangelo che ha coordinato le indagini, assieme all'aggiunto Alberto Nobili. La corte ha anche ordinato la trasmissione alla Procura per eventuali valutazioni su profili di reato delle testimonianze di otto persone. Le motivazioni arriveranno tra 90 giorni.

Secondo l'accusa, Lea Garofalo sarebbe stata sequestrata il 24 novembre 2009 a Milano e uccisa il giorno successivo e poi il corpo sarebbe stato sciolto in 50 litri di acido in un magazzino nell'hinterland tra Milano e Monza. Le ultime immagini della donna in vita, filmate dalle telecamere, la vedono salire sulla macchina di Carlo Cosco in zona Arco della Pace. La donna, che aveva raccontato agli inquirenti negli anni fatti di una faida di 'ndrangheta, è stata uccisa, secondo quanto ricostruito dal pm, in particolare per quanto sapeva su un omicidio avvenuto nel '95. Si tratta di un rarissimo caso di lupara bianca a Milano, con modalità, lo scioglimento nell'acido, mai viste in Lombardia.

Era con Denise Garofalo don Luigi Ciotti che verso sera si è recato in tribunale a Milano dove la prima corte d'assise ha letto la sentenza di condanna per la morte per l'omicidio della madre Lea Garofalo. "Abbiamo restituito dignità, verità e giustizia a sua mamma", ha affermato il sacerdote presidente della storica associazione libera dopo la lettura del dispositivo. Don Ciotti oltre a ringraziare i magistrati ha rivolto il proprio pensiero anche alla figlia della donna scomparsa nel novembre del 2009 che si è costituita come parte civile nel processo dove e' imputato anche il padre Carlo Cosco: "Dobbiamo inchinarci davanti ad una ragazza giovane che ha trovato il coraggio di rompere l'omerta"'.(

Parla l'avvocato di Marisa e Santina Garofalo:

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