La strage di Piazza Fontana: 17 morti, nessun colpevole

Un'immagine dei funerali delle vittime di piazza Fontana
1' di lettura

Dalla bomba del 12 dicembre 1969 alla sentenza della Cassazione del 2005 che ha assolto tutti gli imputati. Manca una verità giudiziaria ma sono state accertate le responsabilità dei gruppi neofascisti e di pezzi dello Stato. LA SCHEDA

Guarda anche
Romanzo di una strage, “Così sono sopravvissuto alla bomba”

Ecco una cronologia essenziale della vicenda della strage di Piazza Fontana.

- 12 dicembre 1969: un ordigno esplode nella Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano, 17 morti 84 feriti.

- 15 dicembre 1969: a Milano l'anarchico Giuseppe Pinelli muore precipitando da una finestra della Questura mentre viene interrogato. Lo stesso giorno è arrestato Pietro Valpreda.

- 17 maggio 1972: Luigi Calabresi, commissario dell'ufficio politico della questura di Milano, è ucciso davanti alla sua abitazione. Saranno condannati Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

- 13 ottobre 1972: la Cassazione assegna a Catanzaro il processo perché a Milano possono esserci problemi di ordine pubblico.

- 23 febbraio 1979: la prima sentenza condanna all'ergastolo i neofascisti Freda, Ventura e Giannettini. Quattro anni e mezzo per Valpreda e Merlino per associazione sovversiva.

- 20 marzo 1981: a Catanzaro la sentenza d'appello assolve Freda e Ventura dall'accusa di strage ma li condanna a 15 anni per attentati a Padova e Milano. Confermate le condanne di Valpreda e Merlino per associazione sovversiva. Assolto Giannettini.

- 10 giugno 1982: la Cassazione annulla la sentenza d'appello e rinvia il processo a Bari. Confermata assoluzione Giannettini.

- 1 agosto 1985: a Bari la Corte d'Assise d'Appello assolve per insufficienza di prove Freda, Ventura, Merlino e Valpreda.

- 27 gennaio 1987: la Cassazione rende definitiva la sentenza di Bari. I neofascisti Freda e Ventura escono dal processo.

- 20 febbraio 1989: la Corte d'Assise di Catanzaro assolve i neofascisti Delle Chiaie e Fachini per non avere commesso il fatto. Delle Chiaie viene scarcerato.

- 30 giugno 2001: i giudici della seconda Corte d'Assise di Milano condannano all'ergastolo i neofascisti Zorzi, Maggi e Rognoni. Tre anni a Tringali, prescritto Digilio.

- 6 luglio 2002: muore Pietro Valpreda, 69 anni, il ballerino anarchico che fu il primo accusato per la strage.

- 12 marzo 2004: la Corte d'assise d'Appello di Milano assolve Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Ridotta a un anno la condanna per Tringali, accusato di favoreggiamento.

- 3 maggio 2005: la Cassazione conferma le assoluzioni di Zorzi, Maggi e Rognoni. Anche questo gruppo di neofascisti esce dalla vicenda. I parenti delle vittime devono pagare le spese processuali.

- 12 dicembre 2005: a 36 anni dalla strage, muore il pentito Carlo Digilio, 66 anni.

- 9 maggio 2009: il presidente Napolitano invita al Quirinale Licia Rognini, vedova di Pinelli e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, che si stringono la mano.

Leggi tutto