Senza stipendio da 4 mesi, si dà fuoco a Verona

1' di lettura

L'operaio di 27 anni è ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Sono invece gravi le condizioni dell'artigiano di 58 anni che ha tentato il suicidio cospargendosi di benzina a Bologna. Aveva pendenze tributarie superiori a 100mila euro

Leggi anche:
Crisi e gesti disperati, da Nord a Sud

Cinque suicidi e due tentativi di suicidio nell'ultimo mese in Puglia; altri tre casi in due giorni, tra il 21 e il 22 marzo, verificatisi tra Nord e Sud. Sono solo alcuni dei gesti estremi compiuti da lavoratori e riconducibili a difficoltà economiche. Il binomio crisi e disoccupazione sembra sempre più spesso la causa di gesti choc. Fino a quello più estremo. Secondo i dati forniti dall'Istituto di ricerca Eures - Ricerche Economiche e Sociali - nel 2009 (anno horribilis dopo la crisi scoppiata nel 2008) sono stati 2.986 i suicidi in Italia, 158 in più rispetto all'anno precedente, con un aumento del 5,6%. i dati sono contenuti nel rapporto dal titolo "Il suicidio in Italia ai tempi della crisi. Caratteristiche, evoluzioni e tendenze". (Qui il documento integrale).

Un uomo si dà fuoco in piazza Bra a Verona  -
Un gesto di disperazione e denuncia: non riceve lo stipendio da 4 mesi. Il 29 marzo, un operaio di 27 anni di origine marocchina, si è dato alle fiamme in Piazza Bra, a un passo dall'Arena e dal Municipio. Ricoverato in ospedale con ustioni al capo ed alle gambe, non risulterebbe in pericolo di vita. Prima di cospargersi con la testa e gli arti inferiori con la benzina e poi appiccare le fiamme  con un accendino, aveva spiegato di non essere retribuito dalla cooperativa di servizi per cui lavorava da 4 mesi. Il gesto estremo è stato compiuto mentre sul posto si stava tenendo una manifestazione. A spegnere le fiamme hanno contribuito proprio i manifestanti con alcuni striscioni usati per la protesta.
Solo 24 ore prima del gesto di disperazione dell'operaio di Verona un altro lavoratore si è dato fuoco. Questa volta a Bologna, davanti all'Agenzia delle Entrate. Le sue condizioni restano gravi; ha ustioni sul 100 per cento del corpo.

Befera: "Siamo dispiaciuti" -
"Siamo estremamente dispiaciuti per quanto è accaduto a Bologna, seguiremo direttamente questa situazione" ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, prima della diffusione della notizia del caso di Verona. "In situazioni di difficoltà economica e crisi finanziaria - ha spiegato Befera - purtroppo episodi di questo genere possono accadere". Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha augurato al contribuente, ora in fin di vita, "di rimettersi".(GUARDA IL VIDEO)

In fin di vita l'uomo che si è dato fuoco a Bologna - L'artigiano di 58 anni si è dato fuoco il 28 marzo per problemi con il fisco. Prima di compiere il gesto ha lasciato alcune lettere: "Pago le tasse - è il passaggio di una di queste - ora non ce la faccio più".
A quanto si apprende, ammonterebbe a circa 104 mila euro la pendenza con l'Agenzia delle Entrate. Questa cifra, dovuta forse anche a un'ipotesi di 'sovrafatturazione', cioè dichiarazione di costi maggiori di quelli sostenuti, è riferita a un solo anno e sarebbe emersa da accertamenti fatti nel 2007. L'uomo si era rivolto alla commissione tributaria provinciale, ma il suo ricorso venne rigettato in primo grado.
Il 28 marzo, prima di tentare il suicidio, l'artigiano avrebbe patteggiato davanti al giudice monocratico Gabriella Castore una pena a 5 mesi e 10 giorni per l'accusa di utilizzo di fatture false per cui era imputato. La pena è stata sospesa perché l'uomo è incensurato. La vicenda penale è nata da un accertamento fiscale della Agenzia delle Entrate sull'anno 2006, l'accusa era quello di dichiarazione infedele mediante fatture false.

Leggi tutto