Barletta, muore dopo test clinico: prodotto comprato on line

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Teresa Summa, 29 anni, è morta dopo che le era stato somministrato, in un centro diagnostico privato, un additivo acquistato su eBay per prepararla a una prova allergologica. Altre due donne sono rimaste intossicate

Era andata in un centro diagnostico privato di Barletta per capire l'origine di un bruciore di stomaco che non la lasciava da qualche tempo, ed è morta dopo avere assunto una sostanza a base di sorbitolo - comprata per via telematica dal centro - e che le era stata somministrata dal medico per prepararla ad un test allergologico. Non ha avuto scampo Teresa Summa, una giovane donna di 29 anni di Trani, dopo avere bevuto la sostanza. Altre due pazienti che con lei avevano assunto lo stesso prodotto nel centro, si sono salvate per un pelo grazie all'intervento immediato del 118 e un antidoto da un euro che i medici del pronto soccorso dell'ospedale di Barletta hanno somministrato loro tempestivamente.

Per la giovane, che si era già sottoposta ad altri esami, non c'è stato niente da fare: quando è arrivata al pronto soccorso dell'ospedale Dimiccoli di Barletta era già morta. Le altre due intossicate, che hanno 32 e 62 anni, sono ora fuori pericolo. Restano ricoverate, una nel reparto di medicina, l'altra in rianimazione, ma sono state salvate da una fiala di Bludimetilene, un antidoto che, ha spiegato il medico responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale di Miccoli, "non è in dotazione in tutti gli ospedali ma che noi fortunatamente avevamo e che abbiamo somministrato subito una volta individuato il problema". Più precisamente per le due donne si è trattato di intossicazione acuta (metaeomoglobinemia) provocata da qualche sostanza che ha interferito con l'emoglobina che trasporta l'ossigeno nel sangue: questa la diagnosi formulata da Carlo Locatelli, del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica di Pavia che è stato in contatto con l'ospedale di Barletta per mettere in atto le terapie più adatte.

Intanto il centro medico del dottor Ruggiero Spinazzola, un poliambulatorio privato non convenzionato con il sistema sanitario pubblico piuttosto rinomato a Barletta, è stato sottoposto a sequestro. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazione hanno scoperto che è privo di autorizzazioni sanitarie. I Nas hanno sequestrato al suo interno una busta di oltre sei chilogrammi del sorbitolo usato. I campioni saranno analizzati nei prossimi giorni, ma bisognerà probabilmente attendere l'autopsia e gli esami tossicologici, disposti dal pm Michele Ruggiero della procura di Trani, per chiarire con certezza la causa del decesso. Saranno eseguiti rispettivamente dal medico legale Giancarlo Divella e il professor Roberto Gagliano Candela.

L'ipotesi al momento prevalente è che il sorbitolo usato non fosse del tipo per uso medico, ma per uso industriale. Non si esclude però che nel prodotto fossero presenti altre sostanze chimiche che hanno avvelenato le pazienti, forse nitrati. La procura di Trani ha al momento aperto un fascicolo contro ignoti per avvelenamento colposo, omicidio colposo e lesioni gravissime. I Nas e la polizia hanno accertato che le tre pazienti sono state le prime trattate con quella partita comprata su eBay dal centro diagnostico. Immediatamente sono stati avviati accertamenti dai Nas anche presso un'azienda di Rovigo che commercializza lo stesso prodotto e sull'intera filiera dell'importazione. L'obiettivo è accertare tempestivamente che non vi siano altre partite pericolose in giro presso studi medici in Italia.

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