Caso Musy, sette giorni per sciogliere la prognosi

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Proseguono le indagini sull'agguato al consigliere comunale di Torino ferito sotto casa da colpi di pistola. Prevale la pista professionale su quella politica. Restano gravi le sue condizioni cliniche

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(in fondo all'articolo tutti i video sull'agguato a Musy)

"Le indagini stanno andando bene": poche parole del questore Aldo Faraoni bastano per riassumere lo spirito con cui gli investigatori affrontano il giallo di Alberto Musy, il consigliere comunale di Torino ferito gravemente a colpi di pistola da uno sconosciuto la mattina del 21 marzo nel cortile di casa.
Tramontata o quasi la pista del terrorismo, gli accertamenti si concentrano sulla sfera privata e professionale di Musy, che unisce all'attività politica (è capogruppo dell'Udc in Sala Rossa) quella di avvocato civilista, di docente universitario, di studioso del diritto internazionale dal curriculum sterminato.

La pista professionale  - Si pensa a una vendetta per ragioni personali o per irrisolte questioni di interesse, e sono due, in particolare, i nomi che Digos e squadra mobile stanno mettendo a fuoco: il primo sarebbe quello di un uomo precipitato in difficoltà economiche dopo un fallimento, il secondo sarebbe legato indirettamente a Musy da un rapporto di consulenza finanziaria; di almeno uno di loro si sta verificando l'alibi. L'attentatore non avrebbe agito come un veterano della pistola, ma come un dilettante. I testimoni (e i video di varie telecamere di sicurezza) parlano di un individuo che, calzando un casco integrale da motociclista, ha raggiunto casa Musy portando con sé un grosso pacco che gli sarebbe servito per spacciarsi come pony express, e che poi è tornato nel mercato rionale da cui era partito, distante 800 metri, confondendosi tra la calca.
Musy in tribunale ha difeso grandi aziende, grandi marchi e grandi banche dalle azioni legali di sindacati, lavoratori e consumatori, mentre fuori dalle aule ha ricoperto incarichi impegnativi e prestigiosi: nel 2010, per esempio, è diventato rappresentante comune degli azionisti titolari di azioni privilegiate Exor (la cassaforte della famiglia Agnelli) per gli esercizi fino al 2012, e in precedenza è stato consigliere di società immobiliari, di costruzioni edili e anche della Hippogroup, specializzata in scommesse sulle corse ippiche. Un raggio d'azione molto vasto che a qualcuno, in Questura, ha suggerito delle analogie con altri casi di cronaca nera: come il delitto Roveraro, il finanziere legato all'Opus Dei ucciso sei anni fa da un ex consulente finanziario per delle speculazioni andate male.

La pista privata  - Altre ipotesi, comunque, non vengono trascurate. La vita privata di Musy, sposato e padre di quattro figlie, è stata passata al setaccio (la moglie, Angelica Corporandi D'Auvare, è stata nuovamente ascoltata oggi insieme a parenti, vicini, amici) e non sarebbero emersi, a quanto sembra, risvolti tali da far pensare a un nemico così accanito da desiderare l'omicidio. Anche per questo c'è chi, tra gli investigatori, non rinuncia del tutto all'ipotesi di uno scambio di persona o di un'aggressione estemporanea e casuale: l'attentatore è entrato nel cortile dicendo al citofono di un inquilino che doveva consegnargli un pacco, Musy è rientrato dopo avere portato le figlie a scuola (non lo faceva tutti i giorni) ed è stato aggredito all'improvviso. Chiarire la dinamica è importante, ed è per questo che il procuratore Gian Carlo Caselli e il vice Sandro Ausiello hanno compiuto un breve sopralluogo nella palazzina.

La pista politica
- Perde invece forza la pista politica. "Le prime indagini portano a dire che non si può escludere nulla, ma ad oggi la pista allo stato attuale meno probabile sembra proprio quella politica" ha affermato infatti il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli. "Il fatto che tutti siano stati portati a vedere in questo gravissimo episodio - ha aggiunto Caselli - un fatto di violenza politica è un segnale delle preoccupazioni. E' una indagine molto complessa alla quale polizia, carabinieri e procura della repubblica stanno applicando le maggiori energie e le migliori intelligenze. Tutte le piste vengono prese in considerazione ma quella politica sembra ad oggi la meno probabile".

La prognosi - Per quanto riguarda le condizioni di Musy, secondo il primario del reparto di rianimazione delle Molinette, Mario Illengo, "ci vorrano almeno 7 giorni per cominciare a fare qualche previsione" e il consigliere "resta in pericolo di vita". !Il problema è vedere quali sono i danni inferti al paziente e come evolvono nel tempo". (guarda il video)

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