Romano La Russa: "Sono indagato per un errore tecnico"

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L'assessore della Regione Lombardia, accusato di finanziamento illecito ai partiti, dice a SkyTG24: "Un errore tecnico-burocratico". Formigoni: "Un avviso di garanzia non è una condanna". VIDEO

Lombardia: tutti gli indagati - le foto

I singoli casi giudiziari:

Filippo Penati (Pd) - Prosperini (Pdl) - L'inchiesta Montecity - Loris Cereda - Mirko Pennisi (Pdl) - Nicoli Cristiani (Pdl) - Davide Boni (Lega)

(in fondo all'articolo tutti i video sui casi in Lombardia)

"Un errore tecnico-burocratico". Si difende così, ai microfoni di SkyTG24, Romano La Russa, assessore regionale della Lombardia (il decimo dei consiglieri regionali indagati), raggiunto da un avviso di chiusura di indagini per finanziamento illecito ai partiti.

"Un mio amico imprenditore, membro del coordinamento regionale Pdl, avrebbe contribuito alla mia campagna elettorale facendomi stampare qualche centinaio di manifesto e un paio di santini", spiega La Russa. "Avrei dovuto registrare le cifre nella mia rendicontazione delle campagne elettorali per le regionali del 2010. Stiamo parlando di 4-5 mila euro. E’ un fatto grave ma stiamo parlando di un errore tecnico-burocratico. Abbiamo omesso per dimenticanza, per errore del mio committente".

L'assessore spiega anche di avere messo a disposizione di Roberto Formigoni le proprie dimissioni. Ma il presidente della Regione spiega: "Devo incontrarlo oggi (martedì 20 ndr) e vedrò se chiedere le dimissioni. Un avviso di garanzia non è una condanna. Dobbiamo tenere la barra sul diritto perché non è la magistratura inquirente, ma quella giudicante che si deve pronunciare". E ai microfoni di SkyTG24 (video) aggiunge: "Un avviso di garanzia non è una condanna, è un'ipotesi di reato che la magistratura inquirente fa a carico di una persona"

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