Napolitano e Cancellieri ricordano Biagi: "Gli siamo grati"

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Il 2 marzo 2002 il giuslavorista che avrebbe ispirato la riforma del lavoro veniva ucciso dalle Brigate Rosse. Il capo dello Stato: "Verso di lui debito di riconoscenza". Il ministro dell'Interno: "Oggi possiamo dire che appartiene a tutti". VIDEO

"Ormai possiamo dire che Marco Biagi appartiene a tutti: era un uomo super partes, dello Stato, del Paese e questa è la più bella vittoria".
Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ricorda così il giuslavorista ucciso dieci anni fa dalle nuove Br.
"E' una ferita ancora aperta - ha detto - ha pagato con la vita la sua lungimiranza. In questi anni Marco Biagi è stato letto in tanti modi, è stato tirato da una parte e dall'altra vendendo spesso solamente un aspetto del suo pensiero, ma ormai possiamo dire che appartiene a tutti. La parola che meglio lo definisce è la flex-security, aveva capito che il mercato del lavoro chiedeva flessibilità, ma non era un uomo del precariato".



Napolitano: "Verso di lui debito di riconoscenza" - Ricordo che si unisce a quello del capo dello Stato. "E' significativo e importante che la ricorrenza di un così tragico e doloroso momento venga colta per guardare anche al presente e al futuro, gettando luce sulla fecondità della ricerca e dell'impegno di Marco Biagi", scrive Giorgio Napolitano in un messaggio inviato alla moglie del giuslavorista.
"All'omaggio che così gli rende e al ricordo del suo sacrificio mi associo - scrive il capo dello Stato - con profonda personale convinzione e con più che mai viva consapevolezza del debito di riconoscenza che le istituzioni repubblicane e la società civile conservano verso Marco Biagi".

Bonanni: "Con lui parlavamo già dei temi di oggi" - E proprio nei giorni in cui si cerca di trovare una stretta sull'accordo tra le parti sociali , anche il sindacato della Cisl, con Raffaele Bonanni, ricorda il giuslavorista: "Oggi è un giorno importante pr me personalmente. Dieci anni del martirio di Marco Biagi, che già discuteva alcune cose importanti della riforma che stiamo facendo, non solo dell'art. 18. Già allora diceva era un paravento per altre storie, non era necessario arrivare a questo. Ma lui diceva che bisognava trovare un sistema per proteggere meglio le persone. Spero che questa settimana lo onoreremo attraverso un atteggiamento più responsabile".

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