Immigrazione, Lampedusa teme il ritorno dei gommoni

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Sabato cinque vittime e oltre 300 profughi soccorsi. Ma con l'arrivo della bella stagione potrebbe ripetersi l'ondata dell'anno scorso, quando oltre 50mila persone raggiunsero l'isola siciliana. Ancora inagibile il centro di accoglienza

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(In fondo all'articolo i video sull'emergenza sbarchi)

Il giorno dopo l'ennesima tragedia sulla rotta dei migranti, con 5 persone trovate morte su un gommone partito dalla Libia e diretto a Lampedusa, nel Canale di Sicilia si susseguono le segnalazione e mezzi aerei e navali setacciano le acque, ma domenica a Lampedusa non sono arrivati barconi e non ci sono stati avvistamenti, nonostante le condizioni del mare incoraggino i viaggi. E non ha finora avuto alcun esito la ricerca di un barcone che, secondo alcuni migranti che avevano dato l'allarme con un telefono satellitare, sarebbe naufragato in acque libiche.

Ancora chiuso il centro di accoglienza - Domenica dall'isola sono state portate via 167 delle 273 persone arrivate sabato in tre distinti sbarchi. I migranti, che erano stati provvisoriamente sistemati in un residence di Cala Creta, sono saliti sul traghetto "Palladio", diretto a Porto Empedocle. Sulla nave di linea, mentre era in navigazione, sono stati trasbordati anche i 107 soccorsi ieri in acque libiche dal rimorchiatore Asso 30. Nel residence ne restano poco più di cento. Finché i numeri sono questi, non si può parlare d'emergenza; ma se dovessero crescere, non ci sarà più il centro d'accoglienza ad accogliere i migranti, una struttura che sulla carta può  ospitare 900 persone (è riuscita a contenerne anche duemila), ma che dallo scorso settembre è chiusa, dopo l'incendio appiccato da un gruppo di tunisini.

E' tensione con Malta - Mentre si teme che un'ondata di migranti simile a quella dello scorso anno (furono oltre 50 mila gli arrivi) possa riversarsi sulle coste italiane, Malta respinge l'accusa di non aver risposto alle segnalazioni comunicate ieri alle autorità de La Valletta dal nostro Paese, sostenendo di aver mandato nell'area aerei e mezzi militari. Sembra invece essersi risolta la questione del motopesca tunisino "Lofti", con 74 migranti a bordo, tra cui alcune donne, che si trova in acque Sar maltesi da due giorni. Le autorità de La Valletta hanno ordinato all'equipaggio di fare rotta verso Lampedusa, che e' il porto piu' vicino. Ma dopo che il governo italiano ha dichiarato "non sicuro" il porto delle Pelagie, i maltesi hanno inviato il peschereccio a dirigersi verso la Tunisia. Un incontro tra il ministro degli Esteri de La Valletta, Tonio Borg, e il suo omologo a Tunisi avvenuto in serata, avrebbe risolto la questione e l'imbarcazione avrebbe preso la rotta verso Sfax.

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