L’Aquila, il 50% degli sfollati aspetta ancora una casa

Il centro storico dell'Aquila (Getty)
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Il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, è stato nella città colpita dal sisma del 2009 per presentare la relazione del governo: "A disposizione 5,7 miliardi per la ricostruzione. Cerchiamo di spenderli bene". Sabato 17 arriva Mario Monti

PDF: LA RELAZIONE DEL GOVERNO SULL'AQUILA

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Finora per il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 sono stati investiti circa 10,6 miliardi di euro (di cui 10,5 di fonte pubblica). Di questi, 2,9 miliardi sono stati erogati per gli interventi di emergenza. Dei 7,7 mld per la ricostruzione (edifici privati e pubblici, reti e azioni per lo sviluppo) ne risultano erogati e/o trasferiti almeno 2, mentre restano da utilizzare 5,7 miliardi.
Il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, al termine della lunga riunione con i vertici politici abruzzesi, dal presidente della regione Gianni Chiodi ai sindaci del sisma dell'Aquila, traccia un bilancio degli interventi fatti e di quelli che andranno eseguiti. "Ora dobbiamo fare in modo che questi soldi siano spesi bene e che i cittadini abbiano certezze e garanzie sui lavori", afferma il ministro che ha presentato anche la relazione “La ricostruzione dei Comuni del cratere aquilano” (GUARDA IL DOCUMENTO IN PDF).
Le 43 pagine del dossier si aprono premettendo che "due sono le urgenze: accelerare la ricostruzione e avviare lo sviluppo".

Il 50% degli sfollati non è ancora rientrato a casa
-  Alla data del 6 marzo 2012, la popolazione che non era ancora rientrata nelle proprie abitazioni ammontava a circa 33.700 persone, circa il 50% dei 67.459 senza tetto alla data del giorno del sisma. Tra gli assistiti, 21.807 si trovano in soluzioni alloggiative a carico dello Stato, per un totale di 17.030 persone all'Aquila e 4.777 in altri Comuni del Cratere, così ripartiti: 12.969 presso gli alloggi del Progetto C.A.S.E.; 7.202 presso i Moduli Abitativi Provvisori (MAP); 692 con Affitti fondo immobiliare AQ (+ accordo quadro con comune di Barete); 885 con Affitti concordati con la Protezione Civile; 59 in altre strutture comunali. Altri 11.482 assistiti ricevono invece un contributo di autonoma sistemazione; i restanti 383 si trovano in strutture ricettive e di permanenza temporanea.  

Albo delle ditte edili contro le infiltrazioni mafiose
- Il ministro Barca ha confermato che sulla relazione che ha stilato sono indicate alcune linee guida per il futuro della ricostruzione dell'Aquila, specie per quello che riguarda la correttezza dei lavori da eseguire, i tempi e la trasparenza: "Per prima cosa bisogna creare un albo delle ditte edili presso la prefettura perché non ci siano da un lato infiltrazioni mafiose e dall'altro la garanzia della qualità dei lavori”. “È inoltre opportuno – ha aggiunto – che tra i soggetti che attueranno i progetti ci possa essere una reale concorrenza, e per ultimo garantire che i lavori siano eseguiti in tempi giusti e quindi fare in modo che ci siano sanzioni per gli eventuali ritardi. Abbiamo stabilito che entro il 31 agosto prossimo tutte le pratiche della ricostruzione delle unità abitative siano portate a termine e da quella data si possa avviare la ricostruzione anche dei centri storici"

Cinque linee d’azione per accelerare la ricostruzione
- La relazione, primo frutto della rafforzata cooperazione tra Governo nazionale, Commissario designato e Autorità locali, descrive cinque linee d'azione volte ad accelerare la ricostruzione e avviare lo sviluppo: informazione, comunicazione, programmazione, semplificazione e rigore.
L'attuazione di queste cinque linee d'azione consentirà di procedere verso due obiettivi distinti: l'emanazione di un'ordinanza che assicuri fino a tutto il 2012 sia i contributi per l'autonoma sistemazione dei cittadini senza un'abitazione e gli altri oneri connessi al prolungamento dell'emergenza e alle spese ordinarie dei Comuni, sia l'impegno e l'efficacia della filiera istituzionale che oggi esamina e valida le richieste di ricostruzione degli edifici privati; e che contestualmente introduca semplificazione nella gestione straordinaria corrente e ne rafforzi ulteriormente il rigore; il lavoro su un provvedimento per uscire dalla fase straordinaria e per avviare l'amministrazione ordinaria della ricostruzione.

Fondamentale il controllo sull’uso delle risorse - Requisito primario per accelerare la ricostruzione è un monitoraggio adeguato dello stato di attuazione, distinto tra erogazioni e trasferimenti ai capitoli di contabilità speciale. Lo schema informativo sulle fonti, la destinazione e lo stato di attuazione delle risorse finanziarie presentato nella Relazione - suscettibile di miglioramenti e integrazioni - mostra che le risorse destinate agli interventi per l'emergenza (2,9 mld di euro) risultano quasi integralmente erogate e hanno riguardato principalmente le seguenti linee di intervento: spese per la prima emergenza per complessivi 680 milioni; progetto Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili (CASE): circa 4.500 appartamenti in grado di ospitare più di 15.000 persone. Le risorse utilizzate per questo progetto sono state pari a circa 833 milioni; progetto Moduli Abitativi Provvisori (MAP): circa 3.500 moduli in grado di alloggiare oltre 7.000 persone. Le risorse utilizzate per questo progetto sono state pari a circa 284 milioni. Progetto Moduli a Uso Scolastico Provvisorio (MUSP): 32 scuole prefabbricate in grado di ospitare più di 6.000 studenti.

Come saranno ripartiti i soldi pubblici - Le risorse destinate agli interventi per la ricostruzione devono seguire principalmente le seguenti linee: ricostruzione di edifici privati (concessione di contributi ai soggetti privati e orientativamente quantificabili in circa 6 mld di euro); ricostruzione di edifici pubblici (interventi approvati dal CIPE riguardanti opere pubbliche per circa 408 milioni); messa in sicurezza degli edifici scolastici (interventi approvati dal CIPE per complessivi 226 milioni); reti stradali e ferroviarie: riguardano interventi per complessivi 300 milioni. Tra le risorse rilevate nella ricognizione sono ricomprese le donazioni effettuate da privati e da Stati esteri che ammonterebbero complessivamente a circa 87 milioni di euro. Sono tuttora in corso approfondimenti con gli uffici della Protezione civile per la predisposizione di una ricognizione finale dell'articolazione di questi interventi.

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