Tangenti al Pirellone: indagato anche Giammario (Pdl)

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A pochi giorni dalla bufera che ha investito Davide Boni, la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati pure il consigliere. E’ accusato di corruzione e finanziamento illecito dei partiti: avrebbe intascato una mazzetta da 10 mila euro

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Nuova bufera e un nuovo indagato in Regione Lombardia. Stavolta, a pochi giorni dall’iscrizione nel registro degli indagati del presidente del consiglio regionale, Davide Boni (Lega Nord), è toccato al consigliere del Pdl Angelo Giammario.

L'accusa: una tangente da 10mila euro
- La Procura di Milano, secondo quanto si è appreso da ambienti giudiziari e investigativi, indaga Giammario con le ipotesi di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. Nella mattinata di mercoledì 14 marzo i suoi uffici al Pirellone sono stati oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri. Dal decreto si evince che Giammario avrebbe intascato una tangente da 10 mila euro. Emerge anche che ci sarebbe stata una promessa di una mazzetta da 30mila euro in relazione ad appalti sul verde pubblico in Brianza. Vicenda per la quale risultano indagate altre quattro persone.
L'indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo ed è stata affidata al pm Giordano Baggio. La vicenda non dovrebbe essere legata a quelle per cui sono indagati il presidente del Consiglio regionale Davide Boni e l'ex assessore Nicoli Cristiani.

La carriera - Originario di Molfetta, in provincia di Bari, dove è nato nel 1962, Giammario è sposato con tre figli. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari, dal 1988 è un funzionario presso il Tribunale di Milano.
E' stato eletto la prima volta al Pirellone come consigliere nel 2005 e poi di nuovo nel 2010. Vice Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile e unico consigliere eletto nel collegio di Milano e Provincia a far parte della commissione Sanità e Assistenza.

Chiesto il giudizio immediato per Ponzoni - Intanto, nella stessa giornata la procura di Monza ha chiesto il giudizio immediato per l'ex-assessore della Lombardia e consigliere regionale Pdl Massimo Ponzoni, al centro di un'inchiesta per appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta - nell'ambito del crac della società Pellicano - corruzione, concussione e peculato. Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie. Lo scorso gennaio Ponzoni era finito in carcere nell'ambito della stessa inchiesta che ha visto coinvolti anche altri quattro tra cui un imprenditore, il vice presidente della provincia di Monza e Brianza, un dirigente del settore tecnico del comune di Desio e un commercialista di Cesano Maderno. Il processo immediato è quel rito per il quale, di fronte a una prova ritenuta evidente, si salta l'udienza preliminare e si passa direttamente al dibattimento in aula.

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