Angelo Provenzano: "Io rispetto le istituzioni". VIDEO

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"Falcone e Borsellino? Sono due vittime immolate all’altare della patria" dice il figlio del boss di Cosa Nostra, arrestato dopo oltre 43 anni di latitanza, in un’intervista rilasciata a Servizio Pubblico in cui denuncia il grave stato di salute del padre

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“Se mio padre decidesse di collaborare? Non so se sarei contento o no. Mi viene difficile da immaginare. Dovrei capire, sarebbe una dimensione totalmente nuova anche per me”. Lo dice Angelo Provenzano, figlio del boss, in una lunga intervista concessa a Servizio Pubblico, che andrà in onda il 15 marzo a partire dalle 21 su SkyTG24 Eventi. Un’intervista, in cui parla del padre, ritenuto il capo dei capi di Costa Nostra arrestato l’11 aprile del 2006 dopo una latitanza record di oltre 43 anni, della mafia, della giustizia, che ha deciso di rilasciare per denunciare lo stato di salute del padre. Quel “decadimento neurologico tale da non poter permettere la somministrazione di una chemioterapia per il tumore alla prostata. Il conto alla rovescia è cominciato”.

Sul suo rapporto con le istituzioni afferma: “Le rispetto”. E alla domanda su chi siano per lui i giudici Falcone e Borsellino risponde: “Sono le vittime immolate all’altare della patria”. “Sono due vittime della mafia?” lo incalza la giornalista. “Sono due vittime della violenza”.

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