Palermo, Gdf scopre benzinaio abusivo "low cost"

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Attirati dalle lunghe code di macchine, i finanzieri hanno smascherato un distributore privo di licenza e certificazioni antincendio che vendeva la verde a 1,10 centesimi al litro. Le pompe attingevano gasolio da cisterne nascoste in autocarri. IL VIDEO

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Mentre gli automobilisti denunciano i continui rincari del prezzo della benzina (GUARDA IL VIDEO), che prima di Pasqua dovrebbe raggiungere la soglia record dei 2 euro al litro, c'è chi pensa di lucrare e guadagnare soldi in nero. E' quello che è successo a Palermo, dove gli agenti delle Fiamme Gialle sono riusciti a risalire a un distributore fantasma, che erogava gasolio a 1,10 centesimi al litro.

Il benzinaio abusivo  - I finanzieri hanno scovato l’impianto abusivo dopo essersi insospettiti per le lunghe code di autoveicoli notate negli ultimi giorni. Si sono introdotti in nell’area con la scusa di voler rifornire le proprie vetture e hanno così avuto conferma che si trattava di un punto di distribuzione completamente abusivo, privo di certificazioni antincendio e della prescritta licenza di esercizio. Il gestore erogava gasolio a privati e imprenditori applicando prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato; addirittura 1,10 euro a litro.

La benzina era nascosta in container posteggiati vicino al distributore  - La colonnina di erogazione era azionata a distanza da un sofisticato meccanismo elettronico che, collegato ad alcune pompe idrauliche, consentiva di attingere gasolio da cisterne occultate all’interno di container o di autocarri parcheggiati nel piazzale dell’area.
La Gdf, nel corso di perquisizioni ha trovato oltre 600 litri di gasolio, 173 kg di olio lubrificante e numerosi beni impiegati nell’attività illecita, tra i quali la colonnina erogatrice, un impianto di sorveglianza, 2 autocarri e diversi container.
Il responsabile dell'impianto e il benzinaio che riforniva le vetture sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Palermo per avere abusivamente detenuto e commercializzato gasolio, sottraendolo in tal modo al pagamento delle accise, per avere omesso di denunciare alle competenti Autorità la detenzione di materiale infiammabile e per violazioni alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

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