Stupro di gruppo su minorenne, domiciliari ai due accusati

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È la decisione del Riesame, chiamato a rivalutare il caso di due ragazzi in carcere da agosto in attesa del processo. A febbraio una sentenza della Cassazione aveva ammesso misure alternative alla prigione per la violenza compiuta da più persone

Aspetteranno il processo a casa, agli arresti domiciliari, e non più in carcere. Il Tribunale del Riesame di Roma ha concesso questa misura cautelare a due ventenni del frusinate che, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una minorenne, erano in cella dal 6 agosto scorso. Ha trovato applicazione, così, una recente sentenza della Cassazione che, non senza polemiche, aveva ammesso misure alternative alla prigione anche per questo tipo di reato.

I fatti. Era la notte tra il 23 e il 24 giugno 2011 quando, all’uscita da un pub tra Sora e Isola Liri (in provincia di Frosinone), i due giovani, di 24 e 21 anni, avevano fatto salire la ragazzina nella loro macchina per accompagnarla a casa. La sorella maggiorenne, invece, aveva deciso di proseguire a piedi. Secondo l’accusa la violenza si sarebbe consumata in una stradina nelle campagne di Sora. I ragazzi non hanno mai negato l’atto sessuale, ma hanno sempre sostenuto che la giovane fosse consenziente. Per i due, il 5 agosto scorso, il Tribunale aveva disposto il carcere, ritenendo che fosse l’unica misura cautelare applicabile. Contro questa decisione gli avvocati dei due ragazzi avevano avanzato ricorso in Cassazione.

La sentenza della Cassazione e il Riesame. L’obbligo per il giudice di non concedere misure diverse dal carcere per le persone accusate di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni, in presenza di gravi indizi di colpevolezza, era arrivato nel 2009. Il Parlamento, in un clima di allarme sociale per le tante aggressioni alle donne, aveva approvato una legge di contrasto alla violenza sessuale. Nell’estate del 2010 la Corte Costituzionale aveva ritenuto la norma in conflitto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione e aveva detto di nuovo sì alla possibilità di misure cautelari diverse dal carcere per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni. È proprio dando un’interpretazione estensiva a questa sentenza della Consulta, allargandola anche alla “violenza sessuale di gruppo”, che a febbraio la Cassazione aveva annullato la decisione del riesame sui due giovani della provincia di Frosinone e rinviato il fascicolo al giudice per una nuova valutazione. Il Tribunale del Riesame, analizzato di nuovo il caso, ha concesso i domiciliari ai ragazzi accusati dello stupro. Venerdì 16 marzo, davanti al Gup di Cassino, ci sarà il processo ai due ventenni.

Le reazioni. L'applicazione della sentenza della Cassazione ha riacceso le polemiche sulle scarcerazioni facili per chi è accusato di stupro. "Ecco i risultati di quella scellerata sentenza", commenta la senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano. La deputata del Pd, Barbara Pollastrini, parla di "arretramento grave sul diritto alla giustizia delle donne". E Teresa Bellanova, sua collega di partito, aggiunge: "Le donne sono sempre sole di fronte alla violenza".
Umore diverso per i legali dei ragazzi che hanno ottenuto i domiciliari. "Sono soddisfatto – ha detto l’avvocato Lucio Marziale, che con il collega Nicola Ottaviani difende uno dei due giovani – perché la sentenza della Cassazione ha restituito al giudice la libertà di decidere. Il giudice è l'unico che deve poter valutare la situazione". "La speranza – commenta l'avvocato Giuseppe Di Mascio, legale dell’altro accusato – è che questa decisione di concedere gli arresti domiciliari non scateni un altro massacro mediatico di due giovani, che sono innocenti fino a prova contraria”.

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