'Ndrangheta: 17 fermi a Reggio Calabria

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I carabinieri hanno arrestato un gruppo di persone accusate di aver favorito la latitanza del boss Domenico Condello, ricercato dal 1990 e già condannato all'ergastolo

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Davano sostegno economico e logistico al pericoloso latitante Domenico Condello, esponente di vertice della 'ndrangheta reggina, proteggendo e favorendo gli interessi economico-imprenditoriali della cosca da questi capeggiata. I carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito 17 provvedimenti di fermo emessi dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di alcuni indagati per associazione mafiosa, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento personale e intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose. Un diciottesimo fermo, ai danni di di Domenico Condello, 56 anni, latitante già dal 1990, non è stato eseguito. L'uomo è nuovamente riuscito a non farsi catturare. Condello, tra l'altro, deve scontare una condanna dell'ergastolo

L'odierna operazione 'Lancio' costituisce naturale prosecuzione di quella 'Reggio - Nord', portata a termine dall'Arma di Reggio Calabria il ottobre scorso, nel cui ambito erano stati individuati una parte degli interessi economici dell'articolazione reggina della 'ndrangheta legata appunto al latitante Condello - quelli relativi all'acquisizione de 'Il Limoneto' - documentando anche le modalità  esecutive dell'operazione d'intestazione dell'attività commerciale a soggetti 'puliti'. Il boss Condello, classe '56, è inserito nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità facenti parte del 'Programma Speciale di Ricerca'.

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