Lamolinara, il figlio: ora chiarezza. D’Alema critica Londra

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A Gattinara si sono svolti i funerali dell’ingegnere ucciso insieme a Christopher McManus nel blitz inglese in Nigeria. La famiglia: "Nessuna vendetta, ma vogliamo capire se qualcuno ha sbagliato". Il presidente del Copasir: "Operazione non ragionevole"

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Si sono svolti a Gattinara, nel suo paese, i funerali di Franco Lamolinara, l’ingegnere rimasto ucciso giovedì 8 marzo insieme all’altro ostaggio, l’inglese Christopher McManus, durante il blitz condotto dalle forze britanniche in Nigeria per tentare di liberarli.
Nello stesso giorno si è tenuta al Copasir l'audizione del direttore dell'Aise, l'Agenzia informazioni e sicurezza esterna, generale Adriano Santini. Il presidente Massimo D'Alema ha chiesto ulteriori chiarimenti alla Gran Bretagna e ha definito l'operazione "non ragionevole".
La famiglia di Franco Lamolinara, che dopo i funerali ha tenuto una breve conferenza stampa, ha però chiuso le porte a ogni polemica: "Vogliamo solo la verità". E il figlio dell'ingegnere morto in Nigeria ha aggiunto: "Siamo sicuri che sarà fatta chiarezza".

In migliaia per salutare Franco Lamolinara - A Gattinara, il paese di Lamolinara, è stato anche un giorno di lutto cittadino, con scuole e negozi chiusi. La cerimonia funebre si è tenuta nella chiesa di San Pietro, alla quale hanno partecipato circa 2 mila persone. Tra queste anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. La moglie dell'ingegnere, Anna, dopo un malore, si è ripresa e ha partecipato alla messa insieme ai figli, Mattia e Nicole.
L'arcivescovo di Vercelli, monsignor Enrico Masseroni, durante l'omelia ha detto: "Franco non è la sola vittima. Lascia nel cuore di chi lo ha amato e conosciuto il testamento della sua bontà e ricchezza, della sua umanità e professionalità”.

La famiglia: "Ci dicano se qualcuno ha sbagliato" - "Con la Farnesina in questi dieci mesi i rapporti sono stati meravigliosi, ottimi". Nessuna polemica da parte della famiglia di Franco Lamolinara. Per loro non c'è stata un'azione inefficace da parte della Farnesina, né una mancanza di informazioni nei loro confronti. "Tutte le autorità, dalla Farnesina, dal sindaco di Gattinara al prefetto – ha sottolineato Bruno Lamolinara, fratello di Franco -, fino agli autisti che ci hanno accompagnati a Roma, tutti sono stati meravigliosi". "Non chiediamo vendetta - ha proseguito - ma vorremmo capire perché le cose sono andate così. E se qualcuno ha sbagliato, che lo dica. Non deve scusarsi, ma almeno dire che ha sbagliato".

Il video con le parole di Bruno Lamolinara:



Proseguono le indagini - Intanto, ci vorranno giorni prima che gli esperti del Ris siano in grado di dire da quale arma sia partito uno dei proiettili che ha colpito Franco Lamolinara. L'obiettivo è capire se i due ostaggi siano stati uccisi dalle armi in dotazione alla banda di sequestratori oppure dal cosiddetto “fuoco amico”. Per rogatoria il pm potrebbe chiedere agli inglesi eventuali filmati che gli autori del blitz potrebbero aver girato.

D’Alema (Copasir): serve ulteriore chiarimento - Come detto, nella stessa giornata dei funerali, si è svolta l'audizione al Copasir del direttore dell'Aise, il generale Adriano Santini.
“Abbiamo avuto - ha spiegato D'Alema, presidente del Copasir - le informazioni in possesso dell'Aise sulla vicenda e sull'operazione militare. Dal resoconto emerge con chiarezza la necessità di un ulteriore chiarimento con le autorità britanniche per approfondire tutti gli aspetti della questione, sia a livello di servizi che a livello politico". E la visita in Italia nei prossimi giorni del ministro degli Esteri inglese, ha aggiunto D'Alema, "sarà l'occasione perché siano forniti chiarimenti più convincenti sullo svolgimento dell'operazione".

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"Blitz durato un’ora e mezza” - Il blitz, ha proseguito il presidente del Copasir, "si è prolungato per almeno un'ora e mezza e difficilmente può essere definito blitz una battaglia che si è conclusa con la morte degli ostaggi e quindi certamente non è stata condotta secondo criteri ragionevoli". Dall'audizione, inoltre, ha rilevato D'Alema, "sono emersi anche altri problemi sulla nostra presenza lì, sulla nostra capacità operativa autonoma e sul rapporto tra servizi italiani ed alleati". Nei prossimi giorni, ha concluso, "sentiremo il ministro della Difesa e il direttore del Dis e poi intendiamo discutere con il premier Monti e portare a lui le nostre valutazioni".

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