Lavoro, la Fiom alla Cgil: "Risposte o sciopero generale"

1' di lettura

Nel giorno della protesta dei metalmeccanici, cui hanno partecipato anche i No Tav e gli studenti, il segretario del sindacato Landini avverte che se non ci sarà una trattativa seria la mobilitazione proseguirà. E a Marchionne: "Basta autoritarismo"

Guarda anche:
Monti: "L'articolo 18 scoraggia gli investimenti"
Fornero a SkyTG24: "Siamo per la flessibilità buona"

(in fondo all'articolo tutti i video sulla riforma del lavoro

"La Cgil sa di sicuro che dopo una giornata come questa i metalmeccanici sono pronti ad arrivare a uno sciopero generale". Il segretario Fiom Maurizio Landini non usa troppi giri di parole. E al termine della manifestazione (e dallo sciopero di otto ore, guarda le foto) indetti dal sindacato dei metalmeccanici contro le politiche della Fiat e in difesa dell'articolo 18 che il governo non ha escluso di modificare lancia un messaggio chiaro dai microfoni di SkyTG24: "Se non si arriva a un accordo, siamo pronti a scendere in piazza".
Messaggio ribadito poco prima anche dal palco della manifestazione. E a testimoniare la tensione con la propria organizzazione di riferimento, i fischi dalla piazza, gremita da migliaia di metalmeccanici in sciopero, all'indirizzo di Vincenzo Scudiere, segretario confederale del sindacato guidato da Susanna Camusso, che dal palco stava parlando a nome dell'organizzazione. "Sciopero, sciopero generale" hanno gridato gli operai.

"Marchionne la smetta co l'atteggiamento autoritario" - Ma il messaggio di Landini non è solo rivolto al sindacato di cui fa parte. Il destinatario è innanzitutto la Fiat di Sergio Marchionne.
"Si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le libertà sindacali", ma soprattutto occorre "smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E' una logica sbagliata, che non va da nessuna parte".

Partecipano anche studenti e area antagonista - Oltre alle tute blu, alla manifestazione hanno partecipato anche studenti, associazioni dell'area antagonista della capitale e sostenitori del movimento No Tav, la cui presenza ha spinto esponenti del Pd a non presenziare al corteo, dopo i recenti disordini in Val di Susa.
Quella della Fiom è la seconda importante protesta sindacale dopo lo sciopero nazionale di tre ore indetto da Cgil-Cisl-Uil contro la riforma delle pensioni approvata dall'esecutivo in autunno. Secondo dati forniti da Fiat, al primo turno oggi hanno scioperato il 9,1% degli operai contro il 23,2% dell'ultimo sciopero indetto da Fiom.

Fiom: a corteo militanti Pd, bandiere e il dissidente Civati - I dirigenti della segreteria non si sono invece visti, dopo il dietrofront di Stefano Fassina e Matteo Orfini vista la partecipazione dei no-tav, ma al corteo della Fiom di Roma i militanti del Pd non sono mancati. C'è chi è arrivato con i pullman organizzati dal sindacato, per esempio da Modena. E si è vista una bandiera dei democratici. Se sono mancati i leader nazionali del Pd, non altrettanto si può dire per amministratori o nuove leve. Sul palco tra gli altri è salito Sandro Plano, presidente della Comunità montana Val di Susa, iscritto al Pd ed esponente del movimento contro l'alta velocità Lione-Torino. E in piazza c'era anche Pippo Civati. "Dopo il ragionevole e articolato intervento no-tav è ancora più difficile giustificare l'assenza del Pd alla manifestazione", ha scritto su Twitter.

Leggi tutto