Via D’Amelio, Salvatore Borsellino: ora fuori gli altri nomi

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Il fratello del magistrato commenta a SkyTG24 la svolta nell’inchiesta, che ha portato a 4 arresti: "Aspettavo da anni che non si parlasse più solo di una strage di mafia. Adesso vanno perseguiti anche quei pezzi dello Stato che hanno trattato e taciuto"

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“Era da anni che attendevo che non si parlasse più di via D’Amelio come di una strage di mafia, ma anche come qualcosa di diverso”. Nello stesso giorno della svolta nell’inchiesta sull’attentato del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e 5 agenti della sua scorta, il fratello del magistrato esprime soddisfazione. “I motivi di quella strage – afferma a SkyTG24 Paolo Borsellino – sono una ignobile trattativa dello Stato con la criminalità organizzata e questa è la cosa che sta emergendo”.

Giovedì 8 marzo, grazie a questa svolta nell’inchiesta, sono state arrestate 4 persone. Ma per il fratello del magistrato ucciso nel 1992 non basta: “Quello che mi aspetto e quello che pretendo è che non solo vengano perseguiti i mafiosi che hanno partecipato a questa trattativa, ma soprattutto che vengano perseguiti quei pezzi dello Stato che non solo hanno portato avanti questa scellerata trattativa ma che poi per 20 anni hanno taciuto”.
In quella che Salvatore Borsellino definisce “una congiura del silenzio che adesso sta mostrando le prime crepe”.

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