L’ebook? Lo prendo in prestito dalla biblioteca

Il servizio di prestito degli e-book presso la Biblioteca Sala Borsa di Bologna.
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Partono anche in Italia le prime sperimentazioni per scaricare libri elettronici dai siti delle istituzioni pubbliche. Senza muoversi da casa e senza pagare. La nostra prova sul campo, tra titoli ancora limitati e lucchetti digitali che complicano la vita

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di Nicola Bruno

La prima volta bisogna comunque andare in biblioteca di persona (per richiedere username e password). Poi si può fare tutto da casa, senza mai più metterci piede. Si accede al catalogo online, si sceglie il libro che si vuole leggere, si verifica che non sia “occupato” da un altro utente e poi lo si scarica. Dal momento in cui parte il prestito, si hanno 14 giorni per portarlo al termine, con la possibilità di trasferirlo su più dispositivi. Trascorse le due settimane, la biblioteca lo ritira automaticamente, senza che si debba fare nulla. E, soprattutto, senza pagare nemmeno un centesimo.

Media Library Online - Con dieci anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti, anche in Italia le biblioteche iniziano finalmente a offrire il prestito digitale dei libri in commercio. E lo stanno facendo per lo più attraverso Media Library Online (MLOL), un servizio sviluppato dalla società bolognese Horizons Unlimited che si propone come un intermediario tra le biblioteche italiane e i principali distributori di libri elettronici. Al momento hanno aderito a questo servizio circa 2300 biblioteche, distribuite in dieci regioni su tutto il territorio nazionale (ma con una netta prevalenza di quelle del centro-nord). “La maggior parte di queste - spiega a Sky.it Giulio Blasi, Ceo di Horizons Unlimited - ha da poco attivato il servizio e quindi le collezioni di ebook sono piuttosto limitate. Ma nei prossimi mesi contiamo di stringere altre partnership, oltre ad allargare le tipologie di prestito”.
Se si escludono i due progetti avviati dalla Biblioteca Fucini di Empoli e dalla Civica di Cologno Monzese (che mettono a disposizione dei propri utenti una serie di e-reader in prestito su cui sono stati pre-caricati gli ebook), Media Library Online è oggi l’unica realtà attiva in Italia per portare le biblioteche nel mondo digitale, pur tra le tante difficoltà legate ad un settore ancora acerbo, sia dal punto di vista tecnologico che di sistema. Questa almeno è l’impressione che abbiamo avuto dopo aver testato il sistema Media Library della Biblioteca Sala Borsa di Bologna, una delle migliori in Italia in quanto a servizi offerti e numero di utenti serviti.

La prova sul campo - Per poter accedere al servizio bisogna innanzitutto recarsi fisicamente in biblioteca per chiedere le credenziali di accesso. Una volta effettuata la prima registrazione, si può navigare nell’archivio di contenuti digitali messi a disposizione. Al momento la Biblioteca Sala Borsa offre diverse tipologie di ebook: 23mila ad accesso libero (in realtà si tratta di semplici link a siti come Project Gutenberg o Liber Liber), 2500 che possono essere letti online senza possibilità di download (per lo più saggistica accademica) e 262 che possono essere scaricati sui propri dispositivi. Questi ultimi sono anche i più interessanti, dal momento che si trovano i best-seller di autori come Pennac e Baricco, i gialli di Simenon e Carofiglio, gli ultimi saggi di Stefano Bartezzaghi e Marco Belpoliti. Insomma, l’offerta è allettante, anche se davvero troppo limitata (262 volumi digitali a fronte dei 255mila cartacei disponibili in Sala Borsa). E questo si riflette anche sulla disponibilità effettiva delle opere: quando un altro utente prende in prestito un ebook, questo resta “occupato” per 14 giorni; lo si può prenotare direttamente online, ma bisogna comunque mettersi in lista d’attesa. Facile quindi che la maggior parte delle opere siano risultate occupate al momento del nostro test, limitando così ulteriormente la scelta.
Ad ogni modo, se si trova un libro disponibile, basta davvero premere il pulsante “Scarica” per averlo in pochi secondi sul proprio dispositivo. Non così veloce, invece, è la procedura per poterlo leggere. Tutti gli ebook disponibili per il download sono infatti protetti da un DRM proprietario di Adobe. E così per visualizzarlo bisogna prima scaricare il software Digital Editions, che è supportato solo da alcuni dispositivi (non dal Kindle di Amazon, ad esempio) e impone una serie di restrizioni che complicano non poco la vita. Nel caso, ad esempio, che si voglia trasferire l’ebook dal computer all’e-reader o al tablet, il DRM di Adobe pone il lettore di fronte ad una serie di operazioni macchinose (non è così facile trovare il file da trasferire; per l’iPad e gli smartphone Android si deve scaricare un’altra applicazione).

Nuovi formati - Tra bassa disponibilità di ebook e i vari lucchetti tecnologici, il prestito di libri digitali deve ancora fare molti passi in avanti. “Siamo ben consapevoli dei limiti imposti dal DRM di Adobe - spiega Giulio Blasi - Ma per ora si tratta dello standard di fatto nel settore degli ebook (è infatti molto utilizzato anche per la vendita online di ebook, NdR), in grado di gestire al meglio anche la questione della durata del prestito e la restituzione alla biblioteca. Stiamo comunque già guardando verso altre soluzioni, come i Social DRM che lanceremo presto su MediaLibrary in partnership con BookRepublic”. Il social DRM è un sistema di protezione degli ebook non proprietario, basato su un watermark stampato su ciascuna copia che include una serie di informazioni sull’utente che l’ha scaricato (nome, email, biblioteca). In questo modo, in caso di uso improprio, si può facilmente risalire a chi ha messo il file in circolazione. I social DRM offrono non pochi vantaggi (tra cui la possibilità di trasferire velocemente gli ebook su più dispositivi, oltre a poter estendere la durata del prestito oltre i 14 giorni), ma al momento sono stati adottati solo da piccoli e medi editori (tra gli altri Codice, ISBN, Minimum fax, Saggiatore, Stampa Alternativa), mentre quelli grandi li guardano ancora con diffidenza. Insomma, ancora una volta, prima che ci sia un effettivo passaggio dall’analogico al digitale bisognerà aspettare che sia l’intero sistema a cambiare. Per la musica ci è voluto più di un decennio, per i libri forse meno. Nel frattempo continueremo ancora per molto ad andare di persona in biblioteca.

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