‘Ndrangheta al Nord, tre arresti a Savona

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In manette anche l'imprenditore di origine calabrese Antonio Fameli. E’ accusato, tra l’altro, di aver eluso le norme antiriciclaggio per trasferire i soldi in Sud America. Sequestrati beni per un valore di 10 milioni di euro

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Operazione antiriciclaggio a Savona. Tre persone sono state arrestate per i reati di intermediazione finanziaria non autorizzata, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio. Tra questi anche l'imprenditore di origine calabrese Antonio Fameli che abita a Loano (in provincia di Savona), ritenuto vicino alla 'ndrangheta. Nei confronti dell'uomo, proprietario di un ingente patrimonio immobiliare con interessi nel settore edilizio e nell'attività finanziaria, sono stati raccolti significativi elementi di responsabilità in ordine alla sistematica elusione delle normative in materia di anti-riciclaggio, finalizzata al successivo reimpiego dei proventi in attività immobiliari in Sud America.

Nell’operazione sono state sequestrate inoltre 44 unità immobiliari, situate nei comuni di Loano, Boissano e Borghetto Santo Spirito e numerose quote di partecipazione azionaria in società italiane ed estere, tutte riconducibili, a vario titolo, all'imprenditore calabrese e a prestanome, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Nell'ambito della stessa operazione, sono state eseguite anche le misure interdittive della sospensione dall'esercizio dell'attività notarile e di quella di intermediario finanziario nei confronti di soggetti operanti in provincia di Savona, che hanno, in qualche modo, agevolato l'attività illecita dell'imprenditore.

L'imprenditore calabrese Antonio Fameli era già stato coinvolto in inchieste antimafia. Nei guai sono finite anche altre persone strettamente collegate al noto personaggio da anni residente a Loano: si tratta della sua convivente Clara Maggino (ai domiciliari), e del commercialista dell'imprenditore, Carlo Ciccione. Una quarta ordinanza, non eseguita, riguarda il figlio di Fameli, Serafino, attualmente all'estero. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, falso, trasferimento fraudolento di valori e reati in materia tributaria. A coordinare le indagini della squadra mobile è stato il sostituto procuratore della Repubblica Danilo Ceccarelli. A firmare le ordinanze il gip Donatella Aschero. Complessivamente sono sedici le persone indagate, comprese quelle arrestate. Due le misure interdittive che riguardano un notaio e un direttore di un ufficio postale del Ponente, mentre per altre due è stato imposto l'obbligo di dimora.

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