Concordia: accusa di danno ambientale per Schettino

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Distruzione e deterioramento di habitat all'interno di un sito naturale protetto è il nuovo reato che, durante l’incidente probatorio, è stato contestato al comandante della. Estromessi dall’udienza di Grosseto consumatori e ambientalisti. IL VIDEO

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Distruzione e deterioramento di habitat all'interno di un sito naturale protetto: è la nuova accusa che il procuratore Francesco Verusio ha contestato a Francesco Schettino e ad altri indagati, in particolare gli ufficiali a bordo della Costa Concordia, durante l'udienza di incidente probatorio che si è svolta oggi 3 marzo nel teatro Moderno di Grosseto.

Costa non sarà parte offesa ma danneggiata - Il gip Valeria Montesarchio ha estromesso dall'incidente probatorio associazioni come Legambiente, Lipu, Codacons. Cioè  tutte le parti diverse da familiari delle vittime, passeggeri ed equipaggio, istituzioni come Regione Toscana, Comune del Giglio, Provincia di Grosseto ed i ministeri Ambiente, Interni e Trasporti. La Costa ha partecipato ma è stata esclusa come parte offesa. 
"Dal punto di vista penale-amministrativo la Costa è stata dichiarata estranea a ogni tipo di contestazione" ha sottolineato l'avvocato della compagnia Marco De Luca, alla fine dell'udienza. "Non è più - ha aggiunto - parte offesa, ma danneggiata e si costituirà parte civile contro chi sarà ritenuto responsabile".

Controlli rigorosi all'ingresso
- Le porte del Teatro Moderno, l'unico che a fatica può contenere le centinaia di addetti ai lavori tra magistrati, avvocati, investigatori, esperti e parti civili coinvolti nel naufragio della "Concordia" che aveva oltre 4.200 persone a bordo, si sono aperte poco dopo le 9.30, ma è stato necessario attendere le 11 perché, dopo i controlli rigorosi all'ingresso (vietate anche le riprese foto e video) si aprisse l'udienza presieduta dal gip Valeria Montesarchio.

I difensori di Schettino entrano dal retro - Poche le dichiarazioni dei legali all'ingresso. De Luca, legale di Costa Crociera, ha ribadito che dalla compagnia non dette alcuna indicazione di ritardare l'allarme. Salvatore catalano, difensore di Ciro Ambrosio, il vice di Schettino, ha sottolineato che il suo assistito fu l'unico a dare ordini diversi dal comandante facendo calare le scialuppe. Ingresso dal retro del teatro per i difensori di Schettino: "Abbiamo dovuto farlo su precise indicazioni delle autorità pubbliche in ordine a motivi di sicurezza".

Le prossime tappe processuali -
Ora ci sono 90 giorni perché i periti producano la loro relazione. Il gip li attende alla discussione il 21 luglio, ma la prima data "operativa" è il 9 marzo in tribunale a Grosseto: da lì si comincerà a organizzare il lavoro per svelare i segreti della nave. Questo mentre l'inchiesta va avanti: oggi, a margine dell'udienza, è emerso che la Costa Crociere avrebbe cercato alberghi all'Isola del Giglio, per ricoverare passeggeri e personale di bordo, ben prima delle 23. Un orario "sensibile" nella scansione di eventi della sera del 13 gennaio e peraltro sempre Leporatti ha riferito che il suo assistito Schettino continua a ribadire che "la Costa Crociere è sempre stata tenuta informata di cosa accadeva" quella sera.

Le testimonianze dei sopravvissuti - All’udienza hanno assistito anche tanti superstiti del naufragio. L’allarme, racconta uno di loro, è stato dato con "criminale ritardo".


"E’ successo di tutto - dice un altro testimone - Schettino poteva recuperare dopo aver sbagliato, ma ha continuato a mentire per coprire quello che aveva fatto".



Udienza aggiornata al 21 luglio - Conclusasi l'udienza l'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia è stato aggiornato al 21 luglio con la relazione dei periti incaricati di rispondere ai quesiti proposti dal gip Valeria Montesarchio.

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