Proteste in Val Susa, il governo: "Avanti tutta"

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Continuano le manifestazioni di chi si oppone alla ferrovia Torino-Lione. Intanto l'esecutivo fa fronte comune. Il ministro dei Trasporti Passera: "Il lavoro deve continuare nel modo migliore". E la sua collega Cancellieri invita al dialogo

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(In fondo all'articolo tutti i video sulla protesta No Tav)

Riflessione, dialogo, equilibrio: il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, utilizza tutti e tre i termini per lanciare il suo monito. Il grave incidente che ha toccato uno dei leader della protesta No Tav, folgorato e caduto da un traliccio dell'alta tensione nei pressi del cantiere Tav della Maddalena di Chiomonte, "è un fatto molto triste e grave, perché tocca una giovane persona".
Ma, è il suo appello, "spero che questo non esasperi ancor di più gli animi". Un auspicio in parte caduto, stando almeno alle violentissime reazioni e alle polemiche provocate dagli scontri. E che non hanno fermato il governo, intenzionato ad andare avanti senza tentennamenti. "Il lavoro è in corso, deve continuare nel modo migliore come previsto" tiene duro il ministro per lo Sviluppo, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera.

In Val di Susa si serra la protesta - Intanto la Valle di Susa continua a fare i conti con l'ennesimo periodo 'caldo' della protesta contro la ferrovia Torino-LioneAutostrada: strade bloccate, Tir incolonnati e fermi lungo le statali o costretti a cambiare itinerario sulle rotte europee, il mercato tradizionale della città più importante con tanti spazi vuoti nella grande piazza, scioperi nella fabbriche (la cronaca della giornata). Per gli oppositori della nuova linea, dopo "l'occupazione dei nostri terreni a Chiomonte", scattata lunedì 27 febbraio con l'allargamento dell'area di cantiere di Chiomonte, è il momento di serrare ancora di più le fila, mentre ai favorevoli non resta, almeno per ora, che restare invisibili (le immagini degli scontri).
La mobilitazione No Tav continua a percorrere la valle che ormai nessuno più si immagina senza le bandiere bianche con il simbolo del treno crociato. Dalla baita Clarea e da Chiomonte e Giaglione, attorno a quello che i No Tav chiamano il 'fortino', il cuore della protesta è sceso in questi giorni una ventina di chilometri piu' in giù.

"L'occupazione più lunga di sempre" - E' allo snodo stradale tra la A32 Torino-Bardonecchia e le statali 24 (la vecchia strada militare) e la 25 del Moncenisio che dal 27 mattina di radunano i No Tav, valligiani e 'ospiti'. Ed lì che si crea un imbuto per il traffico: la statale 24 quasi sempre rimane l'unico varco che scendere o per salire. E da li' transitano i Tir e le auto, anche se oggi il blocco era stato tolto anche sulla statale 25. L'autostrada A32, praticamente bloccata da ieri mattina, in quel tratto porta i segni evidenti della protesta: pezzi di guard-rail e catarifrangenti divelti, paracarri sradicati, qua e là, fascine pronte da ardere o tizzoni ardenti e cenere dei falo' usati dai No Tav per scaldarsi nelle notti ancore lunghe e fredde. Ma la protesta 'emigra' anche nell'alta valle: la notte scorsa c'è stato un blitz a Salbertrand, vicino alle località sciistiche, con l'occupazione dell'autostrada. Una protesta durata un paio d'ore e poi stroncata dalle forze dell'ordine. A Chianocco la protesta va ad oltranza: è lì come ogni pomeriggio, dopo il tramonto, che il movimento No Tav si ritrova per l'assemblea popolare. E' lì che al mattino agli 'irriducibili' della 'resistenza No Tav' si aggiungono anche studenti appena usciti da scuola. E' lì che chiama a raccolta il leader storico Alberto Perino, "perché - sottolinea - è l'occupazione più lunga di sempre, ma andiamo avanti".

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