Leader dei No Tav folgorato cade da un traliccio. E' grave

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Luca Abbà si era arrampicato su un palo dell’alta tensione per protesta contro l’allargamento del cantiere di Chiomonte. Prima dell'incidente aveva urlato ai poliziotti: "Se non la smettete mi appendo ai fili". Aggrediti alcuni giornalisti all'ospedale

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La telefonata del leader No Tav prima di cadere
La diretta dei No Tav su Twitter - Le foto
Le immagini di tutte le proteste No Tav

E' gravissimo il manifestante No Tav caduto da un traliccio sul quale era salito, insieme ad un'altra decina di No Tav, per protestare contro gli espropri per l'ampliamento del cantiere della linea ad alta velocità Torino-Lione a Chiomonte iniziati nella mattinata di lunedì 27 febbraio (LE FOTO). Si tratta di Luca Abbà, 37 anni, uno dei leader storici del movimento. "E' in coma farmacologico" ha detto Maurizio Berardino, il direttore del Dea del Cto, dove è stato ricoverato.
Nella serata di lunedì 27 inoltre un'altra manifestante sarebbe stata ferita, investita da un'auto - secondo fonti del movimento - da un automobilista che avrebbe cercato di forzare il blocco stradale a valle di Bussoleno. La manifestante - stando sempre a fonti del movimento No Tav - non è grave ma è stata portata in ospedale. Ma le proteste non si sono limitate solo a Torino: in diverse altre città, da Milano a Napoli, si sono svolte diverse manifestazioni e presidi di solidarietà.

La dinamica dell'incidente - Abbà è caduto a causa di una scossa elettrica da un'altezza di 15 metri da un traliccio dell'alta tensione nei pressi della baita della Val Clarea. In una nota della questura si precisa che "il manifestante, autonomamente arrampicatosi sul traliccio, superava, nell'arrampicata, l'area di sicurezza". "Personale di polizia, notato il fulmineo movimento", lo avrebbe invitato a scendere ma poco dopo il giovane è caduto probabilmente colpito da una scossa elettrica. La Confederazione unitaria di base di Torino, che ha indetto uno sciopero generale provinciale per protestare contro l'esproprio dei terreni per l'ampliamento del cantiere della Tav in Val Susa, in una nota, afferma invece che la caduta di Luca Abbà dal traliccio è stata "provocata dall'inseguimento da parte dei poliziotti". Versione ribadita dall'esponente dei No Tav Mimmo Bruno, sentito da SkyTG24.

Aperta un'inchiesta - Sull'accaduto la Procura di Torino ha aperto un'inchiesta. Il pm Giuseppe Ferrando e la Polizia stanno ascoltando, in Valle Clarea, all'interno del perimetro del futuro cantiere, una serie di testimoni per ricostruire l'accaduto. Oltre agli appartenenti alle forze dell'ordine saranno sentiti anche alcuni dei circa quindici attivisti No Tav che erano presenti nella zona della baita, dove è avvenuto l'incidente.

La telefonata di Abbà prima della caduta - Sui siti internet è stata postata la telefonata di Luca Abbà a Radio Black Out (CLICCA QUI PER ASCOLTARE L'AUDIO), mentre era già arrampicato sul traliccio. Abbà racconta quello che vede dall'alto. "Un grande dispiegamento di poliziotti, una ventina di persone fermate" e spiega: "Sono sul traliccio, proprio di fronte alla baita, sono sfuggito ai controlli e mi sono organizzato per salire con le corde". Poi urla ai poliziotti: "Sono pronto ad appendermi ai fili della corrente se non la smettete". Ancora qualche secondo e Abbà ha chiuso la comunicazione dicendo che "ora deve prepararsi perché i rocciatori stanno salendo".

"Sospendere i lavori dopo l'incidente" - In seguito al ferimento di Abbà sono arrivate diverse richieste per interrompere i lavori al cantiere. Lo hanno chiesto Sandro Plano, presidente della Comunità Montanta Valle Susa, con una lettera al prefetto di Torino, e il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. Anche la Fiom ha chiesto di sospendere "per ragioni  umanitarie" i lavori di ampliamento del cantiere della tav.

Bloccata l'autostrada A32 - Le proteste dei No Tav (qui la loro diretta su Twitter) sono iniziate in mattinata  contemporaneamente all’inizio delle operazioni per l'ampliamento del cantiere della Torino-Lione alla Maddalena di Chiomonte. Lavori che, per il movimento, non erano stati comunicati preventivamente.  I manifestanti hanno bloccato anche l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, nei pressi di Bussoleno, nella carreggiata che porta verso l'Alta Valsusa e il tunnel del Frejus. L'occupazione è stata attuata nella stessa zona di Bussoleno dove è già bloccata la statale 25 della Val Susa.

Giornalisti scacciati dall'ospedale
- Tensione anche nell'ospedale dove è stato ricoverato Abbà. Alcuni militanti No Tav hanno mandato via in maniera molto brusca i giornalisti accusandoli di essere corresponsabili di quello che sta accadendo in Val di Susa.
In particolare, un cronista del quotidiano 'La Stampa', Marco Accossato,è stato allontanato dal pronto soccorso da alcuni militanti del movimento a calci e schiaffi. Su Twitter inoltre, Nicola Assetta, direttore di RCD del gruppo RCS, scrive: "20 attivisti aggrediscono nostra cronista e la costringono a cancellare immagini. Azioni deprecabili che non aiutano le ragioni no tav."

No tav occupano binari della stazione Termini - Ma le proteste varcano i confini del Piemonte. Un gruppo di circa 500 No Tav ha occupato i binari della stazione Termini di Roma bloccando per circa 20 minuti la circolazione dei treni. Alcuni treni hanno accumulato ritardi e durante la protesta i No Tav hanno danneggiato un Frecciarossa, imbrattato alcuni treni e lanciato un fumogeno. Dopo, i manifestanti hanno compiuto un altro blitz a piazza di Porta Maggiore, sempre nel cuore di Roma, mandando il traffico in tilt. Un altro gruppo ha improvvisato un corteo in via dei Reti, nel quartiere di San Lorenzo. Presidi di solidarietà si sono svolti anche a Napoli e Milano (guarda le foto).

Attacco al sito web della Polizia di Stato - E la protesta passa non solo attraverso blitz reali, ma anche informatici. I No Tav, nel pomeriggio di lunedì 27, hanno promosso un attacco di hacker al sito ufficiale della Polizia, poliziadistato.it, mandandolo in tilt. L'attacco, gestito dalla rete Anonymous, consiste nel concentrare in pochi minuti migliaia di richieste di accesso al sito, coordinate da annunci in Rete. Il server in questo modo si ingolfa, e il sito diventa irraggiungibile.

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