Ospedale Umberto I, "l'emergenza denunciata già due mesi fa"

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Lo sfogo di Claudio Modini, direttore del dipartimento del Policlinico romano sospeso per 90 giorni dopo il caso della donna in coma legata alla barella: "Solo 60 giorni fa ho fatto una relazione puntuale ma non ho avuto alcuna risposta"

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"Solo due mesi fa ho fatto una relazione puntuale" ma "non ho avuto risposta".
Il direttore del Dipartimento emergenze e accettazione del policlinico Umberto I Claudio Modini affida il suo sfogo al quotidiano Il Messaggero, dopo la sospensione di 90 giorni a causa dello scandalo emerso in seguito a un'ispezione di due senatori italiani nell'ospedale.

"Nessuno può dire che non sapeva" - Secondo il direttore del Dea, "nessuno può dire che non sapeva". Poi aggiunge: "Certo, se diminuiscono i posti letto difficilmente la situazione migliora". "Basterebbe spostare dal 50 al 60 per cento la percentuale dei ricoveri destinati alle emergenze del pronto soccorso per ridurre drasticamente il numero dei pazienti sulle barelle - sottolinea Modini - Ho segnalato in quella relazione i tre principali problemi: l'affollamento, l'inappropriatezza dei ricoveri, il problema della carenza del personale. Avevo offerto delle soluzioni, come la presa in carico rapida dei malati più gravi o gli spazi per l'osservazione breve intensiva. Non ho avuto risposta".

"Una grande ingiustizia" - In un'altra intervista, stavolta al Corriere della Sera (guarda la rassegna stampa), Modini si dice "amareggiato, deluso, ma non mollo: è colpa mia se non ci sono letti nei quali ricoverare i cittadini, se non ci sono soldi per assumere medici e infermieri e se i malati sono sistemati in condizioni vergognose? Io questi problemi li ho segnalati da anni, con lettere ufficiali ai responsabili dell'ospedale e dell'università 'La Sapienza' ma non è successo nulla. Questa è una grande ingiustizia".

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