"Ricattarono Marrazzo", 4 carabinieri rinviati a giudizio

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Oltre ai militari, il gip di Roma ha disposto il processo anche per il trans trovato in compagnia dell’ex presidente della Regione Lazio nell’appartamento di via Gradoli. Il dibattimento in aula inizierà il prossimo 31 maggio

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Il gip di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per cinque persone, due patteggiamenti e un proscioglimento nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto all'ex governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e sulla morte dello spacciatore Gianguarino Cafasso.
Le persone rinviate a giudizio, per cui il processo avrà inizio il 31 maggio, sono quattro carabinieri e Nathalie, la transessuale trovata in compagnia di Marrazzo nel luglio 2009 nella casa romana di via Gradoli, quando fu girato un filmato al centro del ricatto.

Il gup ha disposto il processo, per il caso del presunto ricatto, per i carabinieri Nicola Testini, Luciano Simeone e Carlo Tagliente. A processo anche il militare Antonio Tamburrino, accusato della ricettazione di un video che ritraeva Marrazzo col trans Natalie, il cui vero nome è Alexander José Vidal Silva.
Testini risponderà anche della morte del pusher Gianguarino Cafasso, avvenuta nel settembre 2009, con l'imputazione di morte come conseguenza di altro delitto.
Secondo il gup la droga ceduta da Testini a Cafasso non aveva lo scopo di favorirne la morte.

Associazione per delinquere, falso, calunnia, perquisizione arbitraria, violazione di domicilio, violazione della privacy, rapina, ricettazione e violazione della legge sugli stupefacenti i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali. Il processo si terrà davanti ai giudici della nona sezione del tribunale. I ministeri dell'Interno e della Difesa compariranno nella doppia veste di responsabile civile e di parte civile.
A patteggiare la pena sono stati due spacciatori: Bruno Semprebene (due mesi di reclusione) ed Emiliano Mercuri (un anno e quattro mesi), mentre è stato prosciolto da ogni accusa Massimo Salustri.

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