Milano, “in fuga disarmati”: al vigile omicidio volontario

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E' il reato contestato ad Alessandro Armigoni che ha sparato uccidendo un immigrato cileno di 28 anni. In base alla ricostruzione dei suoi colleghi e secondo un testimone i due uomini inseguiti dall'agente non avrebbero avuto nessuna pistola

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Omicidio volontario. E' questa la grave accusa contestata dalla Procura all'agente di polizia locale, Alessandro Amigoni, che il 13 febbraio in via Crescenzago, in una zona periferica di Milano, durante un inseguimento, ha sparato uccidendo un immigrato cileno di 28 anni. Il vigile era entrato negli uffici del pm per l'interrogatorio come indagato per omicidio con eccesso colposo in legittima difesa, ma la sua versione, confrontata con quelle dei colleghi che erano con lui, non avrebbe convinto gli inquirenti, che hanno dunque modificato il capo di imputazione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera i tre colleghi avrebbero messo nero su bianco di non aver mai visto nessuna arma in mano a uno dei due banditi in fuga. Una ricostruzione simile è stata fatta anche da un testimone che a Tgcom24 ha raccontato di aver visto “che i due ragazzi sparavano, ma non avevano in mano nessuna pistola”. E anche i primi accertamenti sembrerebbero rafforzare l'ipotesi di un colpo di pistola alla schiena, esploso quando l'uomo in fuga era voltato di spalle.

Omicidio volontario, “un atto dovuto” - Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che sta seguendo passo passo le indagini affidate al pm Roberto Pellicano, ha spiegato che l'iscrizione per omicidio volontario con dolo eventuale (in sostanza, sparando in quel modo il vigile avrebbe accettato il rischio di poter uccidere) "è un atto dovuto" per svolgere, anche alla presenza dei consulenti della difesa, tutti i necessari approfondimenti.

Autopsia e perizie - Il 16 febbraio verrà effettuata l'autopsia sulla salma di Marcelo Valentino Gomez Cortes, che potrà essere utile per capire, dalla posizione dei fori di entrata e di uscita della pallottola, la traiettoria del colpo. Su questo punto sarà determinante anche la perizia balistica che verrà disposta a breve dalla Procura. Tutti atti a cui potranno partecipare i consulenti difensivi e anche quelli di parte civile, dato che la moglie e i due figli dell'immigrato hanno nominato un loro legale, l'avvocato Corrado Limentani. E a proposito della difesa il vigile ha sostituito il legale che lo aveva seguito nell'interrogatorio di ieri con l'avvocato Giampiero Biancolella, che difende, tra gli altri, Calisto Tanzi e l'uomo d'affari Pierangelo Dacco', in carcere per l'affaire San Raffaele.

La versione del vigile - L'agente, stando a quanto si è appreso, ha messo a verbale nell'interrogatorio di aver sparato sentendosi minacciato, perché l'altro uomo, non ancora individuato, che stava fuggendo, in zona Parco Lambro, avrebbe estratto una pistola. "La difesa - ha detto Biancolella - sostiene che, malgrado il colpo alla schiena, si possa parlare di legittima difesa putativa, perché l'agente ha percepito una situazione di pericolo". Decisivi per le indagini potranno essere anche gli accertamenti della scientifica e le telecamere della zona. L'uccisione del cileno, secondo le prime analisi della Squadra Mobile, non avrebbe poi alcun legame con una rissa tra stranieri avvenuta poco prima. La pattuglia della polizia locale, con quattro agenti a bordo, era intervenuta infatti proprio per la rissa, ma sarebbe stata poi una casualità il fatto che abbia incrociato l'auto con a bordo il cileno e un'altra persona. Entrambi poi fuggiti a piedi.

Polemiche - Quello accaduto in via Crescenzago non è il primo caso di violenza che in qualche modo vede come protagonisti gli agenti della polizia locale di Milano. Un mese fa, il 12 gennaio, era stato ucciso l'agente Nicolò Savarino, investito da un suv guidato da un nomade di 24 anni, Goico Jovanovic, bloccato nei giorni successivi in Ungheria ed estradato in Italia. Il 31 gennaio altri due vigili hanno rischiato la vita: due banditi in fuga dopo un furto non hanno esitato, nella zona della Darsena, a speronarli per poi investirne uno e fuggire. Episodi ravvicinati che hanno ravvivato la polemica politica, con la Lega e il deputato del Pdl Riccardo De Corato all'attacco del sindaco Giuliano Pisapia e della Giunta di centrosinistra. "Nella Milano di Pisapia - ha dichiarato il capogruppo della Lega a Palazzo Marino, Matteo Salvini - ormai è allarme sicurezza. Chi semina 'buonismo' raccoglie violenza e mette in pericolo vigili e cittadini perbene". Il primo cittadino si è detto profondamente colpito dall’uccisione di Marcelo Valentino Gomez Cortes . "Ripongo la massima fiducia nella magistratura che dovrà accertare la reale dinamica dei fatti, con l'auspicio che questo possa avvenire in tempi ragionevolmente brevi".

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