Pedofilia, il pm chiede 11 anni e 8 mesi per don Seppia

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E' iniziato a Genova il processo a carico del parroco genovese in carcere dal maggio scorso per presunta violenza sessuale su minorenni e cessione di droga. La prossima udienza è stata fissata per il 19 marzo

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Undici anni e otto mesi di  carcere. E' la richiesta del pm Stefano Puppo, che martedì 14 febbraio ha pronunciato la sua requisitoria davanti al gup Roberta Bossi al processo con rito abbreviato di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal maggio scorso per presunta violenza sessuale su minorenni e cessione di droga.
Giubotto blu scuro, pantaloni chiari e un cappello di lana tenuto in tasca in aula, Don Seppia ha ascoltato le parole dell'accusa seduto accanto al suo avvocato Paolo Bonanni. In silenzio, lo sguardo basso. "Non ha detto nulla - spiega il legale - anche perché era già stato preparato da me. Gli avevo spiegato cosa avrebbe detto il pm e quanto avrebbe potuto chiedere".

Al via il processo  - Il processo, che si celebra con rito abbreviato dinnanzi al gup Roberta Bossi, è stato rinviato al 19 marzo, per l'arringa della difesa. Poi la camera di consiglio e la sentenza. Complessivamente il pm Puppo ha chiesto 11 anni e 8 mesi: cinque anni per tentata violenza sessuale su un chierichetto e per tentata induzione alla prostituzione per il ragazzo di 17 anni di origine albanese; cinque anni e 8 mesi, e 26 mila euro di multa, sono stati chiesti per le offerte di droga e un anno e 6mila euro di multa per la cessione di droga a un ex seminarista, Emanuele Alfano, episodio che risale al 2008.
Nessuna parte civile si è costituita al processo iniziato martedì 14 febbraio. Soltanto un esponente dei radicali ha provato a chiederlo, in sostituzione del Comune, ma il giudice ha respinto l'istanza.

Le accuse contestate a don Seppia  -
L'ex parroco della chiesa dello Spirito Santo è accusato di tentata violenza sessuale su minore, per le avances nei confronti del chierichetto di 15 anni, tentata induzione alla prostituzione minorile e offerta di droga a minorenni. Era con la cocaina che il prete, secondo l'accusa, cercava di adescare i minorenni.
Don Seppia, alla fine dell'udienza, è tornato nel carcere di Sanremo, nella sezione 'sex offenders'. Ma tornerà a Genova per la sentenza. Intanto va avanti il processo ad Alfano, l'ex seminarista e amico del prete, che ha optato per il rito ordinario.

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