Arriva Uribu, il sito per segnalare soprusi e disservizi

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E' online la piattaforma che si candida a diventare il più grande ufficio reclami d'Italia. Nata con un investimento di 500 euro, punta a coinvolgere pubblica amministrazione e privati. Uno dei fondatori: "Valuteremo se accettare documenti come Wikileaks"

di Alberto Giuffrè

Dall'autobus in ritardo al cantiere abbandonato, dall'immondizia per strada agli atti vandalici. Tutti i tipi di denuncia hanno da oggi, venerdì 10 febbraio, uno spazio online dove trovare sfogo. Si chiama Uribu ed è il sito internet che si candida a diventare il più grande ufficio reclami d'Italia. Malfunzionamenti, disservizi, soprusi possono essere segnalati sulla piattaforma e condivisi con gli altri utenti.

L'idea è nata da un gruppo di cinque amici, tra i 17 e i 23 anni, provenienti da varie parti d'Italia. Si sono conosciuti in chat cinque anni fa e la scorsa estate hanno dato vita al progetto. Hanno sviluppato il sito da soli. Con una spesa di circa 500 euro hanno comprato il dominio e un server che, a poche ore dalla messa online, non ha retto al traffico. "Non ci aspettavamo tutte queste visite", spiega a Sky.it Andrea, uno dei fondatori: abbiamo avuto decine di migliaia di utenti unici con un picco di 600 visite in contemporanea. Adesso stiamo provvedendo a rafforzarci. Al momento non abbiamo pubblicità, probabilmente aggiungeremo un pulsante per ricevere donazioni spontanee".

Il meccanismo di Uribu è semplice. Dopo la registrazione (gratuita) si può scegliere una delle 19 categorie. Basta poi compilare le varie voci del form. Si può indicare la località, che verranno poi visualizzate su una mappa. E si possono inviare anche le foto con un sistema di privacy che in automatico oscura i volti delle persone immortalate. Una volta online le denunce possono essere votate dagli altri utenti. Se una segnalazione riceve un certo numero di giudizi negativi viene automaticamente rimossa perché considerata poco credibile. E c'è anche un tasto per segnalare eventuali abusi: "Cerchiamo di moderare tutto, anche grazie all'aiuto di altri amici che ci danno una mano", prosegue Andrea. "Comunque in homepage è possibile vedere le denunce "più popolari". Alcune le pubblicheremo anche sui nostri spazi su Facebook e Twitter".

Ma cosa vuole diventare Uribu, da grande? "In un futuro non molto lontano, si legge in un comunicato, rilasceremo l'applicazione per smartphone". L'obiettivo è anche quello di coinvolgere la pubblica amministrazione e i privati, spiegano i fondatori. "E poi chissà - conclude Andrea - valuteremo se accettare altri documenti in stile Wikileaks".

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