Ruby, i giudici: bisogna velocizzare il processo

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Nel procedimento Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile. Il presidente del collegio chiede ai pm di citare più testimoni: le persone da sentire sono molte e le udienze sono brevi

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"Le forze dell'ordine devono chiamare le comunità di accoglienza che hanno in elenco e se non ci sono posti devono trattenere il minore in Questura". Così un dirigente di una comunità di accoglienza milanese, sentito come teste nel processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ha descritto la procedura che viene solitamente seguita quando viene fermato un minorenne per l'identificazione e non c'è un familiare a cui può essere affidato. Al termine dell'udienza il giudice ha chiesto di velocizzare i tempi, visto che le persone da sentire sono molte e le udienze troppo brevi.

Nel processo l'ex premier è accusato di concussione, per le pressioni che avrebbe esercitato nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 con una telefonata alla questura di Milano per far "rilasciare" la Ruby trattenuta negli uffici di polizia per via di un furto. Ma deve rispondere anche di prostituzione minorile, per presunti atti sessuali compiuti durante alcune feste ad Arcore con la ragazza, allora minorenne, in cambio di denaro e regali. 

Il pm di Milano Antonio Sangermano, nell'udienza di venerdì 10, ha fatto una serie di domande a 5 operatori di diverse comunità milanesi di accoglienza per minori, i quali hanno confermato di essere stati contattati la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 ma di aver fatto sapere ai funzionari di polizia che non potevano darle ospitalità.

Alcuni di loro, infatti, hanno chiarito che quella sera non c'erano posti nelle loro strutture, mentre altri hanno spiegato che non svolgono quel servizio di pronta accoglienza. "Se non ci sono posti, però, le forze dell'ordine di solito trattengono il minore in Questura", ha risposto Giampaolo Prevoli, un operatore.

Ruby, come ha ricostruito l'accusa, venne invece affidata alla consigliera regionale lombarda Nicole Minetti e poi tornò a casa della prostituta brasiliana Michelle Conceicao. E ciò, sempre secondo l'accusa, malgrado le disposizioni del pm dei minori e dopo le telefonate al capo di gabinetto della Questura da parte di Silvio Berlusconi. "Un minore può essere affidato a qualcuno, ma deve essere una persona legittimata a prenderlo, come un parente", ha spiegato un altro teste, il vicequestore aggiunto Luca Serino.

Il presidente del collegio, Giulia Turri, dopo l'udienza "breve" di oggi, venerdì 10, ha fatto presente al pm che per le prossime date dovrà citare più testimoni "per velocizzare", dato che le persone da sentire sono molte e i lavori d'aula possono di solito andare avanti fino al pomeriggio. Nella prossima udienza, fissata per lunedì prossimo, verrà ascoltato, tra gli altri, Ermes Cafaro il poliziotto che intervenne in corso Buenos Aires a Milano, il 27 maggio, per fermare Ruby, denunciata per furto. Citati anche altri agenti che si occuparono della marocchina quel giorno in Questura. Altra udienza fissata per il 17 febbraio, quando dovrà testimoniare, tra gli altri, anche Marco Landolfi, che portò Ruby dal commissariato Monforte alla Questura e seguì tutta la vicenda, tra il 27 e il 28 maggio. "Teste impegnativo", l'ha definito il pm.

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