Caso Lusi, Fiamme Gialle bloccate al Senato

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La procura di Roma chiede l'acquisizione dei dati bancari della Margherita e la Gdf si presenta a Palazzo Madama. Ma viene respinta perchè non il mandato non era sufficiente. Intanto l'ex tesoriere offre la sua casa come rimborso

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Documenti contabili, risultanze sui conti: la Procura di Roma cerca di definire il quadro finanziario in cui l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, si è mosso negli anni della sua gestione. Un caso politico-giudiziario che oggi ha rischiato di diventare anche istituzionale.

Finanzieri bloccati al Senato - Tutto è nato dalla delega disposta dalla Procura agli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza al fine di acquisire documentazione bancaria presso la Bnl Spa e relativa al conto corrente intestato a Democrazia e Libertà. Nel primo pomeriggio alcuni militari della Gdf si sono presentati a palazzo Madama, ma sono stati bloccati dalla vigilanza interna in quanto il mandato dei finanzieri non conteneva la richiesta di accedere negli ambienti del Senato, protetti dalle guarentigie parlamentari. A quel punto le Fiamme gialle ne avrebbero preso atto e se ne sarebbero andate mentre il presidente Renato Schifani inviava una lettera al presidente della Giunta delle immunità Marco Follini.

Schifani si informa sulla regolarità dell'accaduto - In una nota, poco dopo, la stessa presidenza del Senato sottolinea che "nessuna richiesta di accesso a conti della Filiale della Bnl di Palazzo Madama è stata avanzata alla Presidenza del Senato. Il presidente Schifani avuta notizia che Ufficiali della Polizia Giudiziaria si erano presentati nei Palazzi del Senato per procedere ad una verifica su alcuni conti della suddetta filiale, senza esibire un provvedimento del quale fosse destinatario il Senato della Repubblica, ha immediatamente richiesto alla Giunta delle elezioni un parere sulla regolarità di tale procedura".

La procura chiarisce l'incidente - Nel pomeriggio poi sul 'caso' Palazzo Madama il procuratore capo facente funzioni, Giancarlo Capaldo, in una nota, ha affermato che piazzale Clodio "non ha disposto l'esecuzione" di acquisizioni "all'interno del Senato e, per tanto, non ha formulato alcuna richiesta di esecuzione del provvedimento al Presidente". La Procura, facendo intendere che la Gdf abbia agito d'iniziativa, conferma di aver "disposto l'acquisizione di documentazione bancaria presso la Bnl Spa" e "nel darvi oggi esecuzione", gli uomini della Fiamme Gialle prendevano "contatto preliminare con il responsabile dell'Ufficio questura del Senato, informandone successivamente i titolari del procedimento che, appresa la notizia, disponevano l'immediata sospensione dell'attività".

Lusi offre il suo appartamento come rimborso
- Ma le ore calde legate all'arrivo della finanza al Senato erano state precedute da una sorta di offerta di 'pegno' da parte di Lusi e dalla delega sempre alle Fiamme gialle di procedere presso la sede della Margherita all'acquisizione di vari documenti. A piazzale Clodio in mattinata si era quindi presentato il difensore del senatore Lusi per formulare una proposta ai legali della Margherita. L'ex tesoriere è pronto a dare in pegno le quote della società TTT, proprietaria dell'appartamento di via Monserrato, a Roma, e la villa di Genzano: proposta che il senatore Luigi Lusi ha presentato ai legali della Margherita. All'incontro ha preso parte anche il legale del partito, l'avvocato, Titta Madia. Al termine del confronto il penalista ha affermato che "nelle prossime ore saranno impegnati i nostri esperti civilisti per capire l'esatta dimensione di quanto sarebbe messo a disposizione. Vogliamo procedere con calma". Secondo una prima valutazione i due immobili proposti in pegno avrebbero un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. L'accordo potrebbe essere formalizzato entro la fine di questa settimana o al massimo nei primissimi giorni della prossima. In questo modo, spiegano i legali,  si potrebbe attendere la conclusione dell'indagine penale, per poi rivolgersi "eventualmente" ad un giudice civile e chiudere in modo definitivo la questione.

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