Vittorio Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi

Vittorio Sgarbi
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Il critico rinuncia alla poltrona da primo cittadino dopo che gli ispettori del Viminale hanno proposto lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. "Mi hanno rivelato cose di cui non mi ero accorto - dice - in Sicilia non si può fare niente"

Vittorio Sgarbi lascia la poltrona da primo cittadino di Salemi, paese in provincia di Trapani, dopo che gli ispettori del Viminale hanno proposto lo scioglimento del Comune per  infiltrazioni mafiose. La richiesta di scioglimento è ufficializzata nella relazione dei funzionari mandati dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, in seguito all'operazione su appalti e nomine nella sanità culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all'ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro, noto per aver sostenuto la candidatura di Sgarbi a Salemi.

La decisione del critico d'arte è maturata nel primo pomeriggio di oggi 6 febbraio, dopo che in mattinata Sgarbi aveva escluso le dimissioni e aveva nominato vice sindaco proprio Pino Giammarinaro.
"Non mi sono mai accorto in tutti questi anni di infiltrazioni mafiose nel Comune di Salemi e non sono verificate in alcun atto. Non sono mai stato condizionato nella mia attività. Ho sbagliato a candidarmi a sindaco e adesso me ne vado sollevato" il commento di Sgarbi all'Adnkronos subito dopo l'annuncio di dimissioni.  "Ringrazio i commissari del Viminale che mi hanno rivelato forze occulte che mi minacciavano durante il mio mandato da sindaco" continua.
"E' inutile - è il j'accuse del critico - in Sicilia non c'è speranza di fare niente. Io ho portato qui Caravaggio, Cezanne, Picasso e altre decine di artisti ma, evidentemente, gli ispettori non si sono accorti di nulla ma mi hanno rivelato queste forze occulte. In Sicilia non c'è spazio per le novità. A Salemi non è possibile fare il sindaco, evidentemente c'è una forza occulta che lo ostacola".

Sul suo sponsor politico Giammarinaro, il critico precisa che "non è indagato: è un politico democristiano che si è occupato di realizzare le mie liste. Francamente non credo che questo sia un atto politicamente rilevante". Sgarbi, inoltre, rivolge un invito al resto della giunta: "Le mie dimissioni non comportano lo scioglimento  automatico del consiglio comunale, ma io suggerisco sommessamente a  tutti i consiglieri di dimettersi prima che vengano rimossi loro".

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