Caso Lusi, l'inchiesta si allarga. Si indaga su nuovi fondi

1' di lettura

La procura di Roma vuole scoprire se altri esponenti dell'ex Margherita sapevano della gestione dei rimborsi di partito da parte del deputato, ormai ex Pd. Le agenzie di stampa: "Tra le ipotesi, complicità e ricatti". Rutelli: "Siamo stati fregati"

Guarda anche
Il Pd e la questione morale: la fotostoria

Capire se altri esponenti della Margherita erano a conoscenza della spregiudicata gestione dei fondi da parte del tesoriere Luigi Lusi.
Punterebbero anche a questo, secondo quanto riferiscono alcune agenzie, le indagini della Procura di Roma nell'inchiesta sull'ex tesoriere del partito e deputato Pd che allo stato attuale è l'unico iscritto nel registro degli indagati.

"Possibili ricatti incrociati" - Tra le ipotesi degli inquirenti, sempre secondo le agenzie di stampa, quella che vedrebbe l'ex tesoriere si appropriasse di somme di danaro confidando sull'omertà di colleghi che avrebbe potuto, in un qualche modo, eventualmente "ricattare". Ma su questo scenario, per ora, non si sarebbero trovati riscontri.
Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci vogliono vederci chiaro ed accertare se la "prassi" di prelevare danaro dai fondi ricevuti dalla Margherita sotto forma di rimborsi elettorali nel periodo 2008-2011 sia stato un fatto circoscritto.
Intanto Lusi è stato espulso dal gruppo del Pd al Senato ma non dal Partito. Mentre sul fronte giudiziario i magistrati hanno respinto la proposta di patteggiare un anno di pena.

Rutelli: "Siamo stati fregati" - "E' un furto, è evidente" e "quando succedono queste cose è evidente che sei stato fregato, che siamo stati ingannati", commenta Francesco Rutelli ex presidente della Margherita e ora leader di Api.
"Le discussioni più ripetute con Lusi le ho avute quando lui si rifiutava di pagare un pony per una consegna o litigavo con deputati cui lui negava il rimborso dell'albergo. Era un rompiscatole". E, aggiunge, quando "mi si dice 'come hai fatto a non vedere'? Il fatto è che c'è una cultura in cui il capo del partito è anche quello che ha la cassa, mentre la mia è una cultura fatta di passione e così, quando hai instaurato quattro livelli di controllo e succedono queste cose, ti senti fregato".
Quattro livelli: i revisori dei conti, il comitato di tesoreria, l'assemblea federale, e il controllo finale della Camera: "Tutti sono stati elusi". Solo "il quinto controllo", quello della magistratura, ha centrato "il bersaglio".

Leggi tutto