Napolitano contestato a Bologna, cariche della polizia

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Studenti ed esponenti dei centri sociali hanno protestato contro il capo dello Stato, nel capoluogo emiliano per ricevere una laurea honoris causa. Tensione e lanci di uova contro gli agenti, che hanno risposto con qualche manganellata. VIDEO

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Laurea honoris causa con contestazione per il presidente della Repubblica Napolitano, che ha ricevuto all’università di Bologna il titolo in Relazioni internazionali.
Circa un centinaio di manifestanti hanno sfilato per le strade del centro di Bologna per protestare rumorosamente contro il capo dello Stato. La manifestazione si è svolta in maniera tranquilla fin quando le forze dell'ordine non hanno bloccato tutte le strade impedendo di fatto al corteo di raggiungere l'aula di Santa Lucia, dove si stava svolgendo la cerimonia in onore del presidente della Repubblica.
A quel punto gli studenti hanno iniziato a lanciare uova, frutta e ortaggi contro gli agenti, che hanno risposto con una carica ( guarda le foto ). Durante i tafferugli anche un giornalista de la Repubblica è stato colpito da alcune manganellate. "Per noi Napolitano non è la faccia pulita che tutti descrivono - dicono gli studenti - altro che Re Giorgio! Lui è il primo responsabile di un futuro segnato dalla precarietà".

Un altro presidio, di circa 30-40 manifestanti appartenenti ad alcuni centri sociali, si è svolto  in via Castiglione, lontani circa 300 metri dall'aula Magna ."Lauree ad honorem per chi difende i beni comuni", si legge su uno striscione. "Benvenuti qui nella striscia di Gaza, in una città blindata", ha detto un manifestante al megafono. In mano sacchi dell'immondizia con attaccato un cartellino che indica la facoltà di laurea. In testa un 'tocco', il copricapo dei nuovi 'dottori'.

Critiche agli episodi di violenza sono arrivati dal ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri che di Bologna è stata commissario prefettizio. "Mi spiace molto per quello che è accaduto. E' sicuramente una minoranza che non rappresenta l'anima di Bologna". L'anima di Bologna era lì questa mattina ad applaudire il presidente e a dimostrargli il proprio affetto" ha  detto la responsabile del Viminale.

Nel corso del suo intervento il capo dello Stato ha parlato anche delle proteste che attraversano il Paese: "Metto in guardia contro la pericolosità di reazioni a qualsiasi provvedimento che vadano al di là di richieste di ascolto e confronto e anche di proteste nel rispetto della legalità - ha detto - per sfociare nel ribellismo e in violenze inammissibili".
Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato l'importanza dei partiti: le nuove tecnologie e la Rete forniscono "inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi - ha detto Napolitano - ma anche canali da tempo consolidati - come quelli associativi - di educazione e avvicinamento alla politica, pur esercitando su di essa una non trascurabile influenza, non sono apparsi mai sostitutivi dei partiti. Non c'è partecipazione individuale e collettiva efficace alla formazione delle decisioni politiche nelle sedi istituzionali, senza il tramite dei partiti".

Guarda un estratto della lectio di Napolitano


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